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Il racconto del Prof. Caruso: L’Influenza di Boncompagni e Carrà sull’intrattenimento televisivo

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8 anni fa si spegneva Gianni Boncompagni, autore di ” Pronto, Raffaella”, programma che avrebbe rinnovato sapientemente la televisione. Si trattò di un riuscitissimo esempio di un intrattenimento corretto dove, senza urla ed inutili protagonismi, intervenivano illustri politici, intellettuali, uomini di spettacolo, giornalisti, persino santi come Madre Teresa di Calcutta che, sul divano di Raffaella, si siedevano in primo luogo come persone per raccontarsi e raccontare esperienze umane e professionali.

Erano anni non facili, fatti anche di attentati terroristici dinanzi ai quali Raffaella non creava ”esclusive” ma si fermava, lasciando pure da parte quei giochini telefonici, con la conta di quei fagioli che hanno contribuito al successo del programma, ma non ne sono stati l’ ossatura. Basta riascoltare solo “Fatalità”, la sigla del programma, vederne i costumi per capire che l’intenzione della conduttrice era quella in prima luogo di ”ascoltare senza parlare”, entrare in contatto con il pubblico a casa che , al telefono chiedeva aiuto per storie di emarginazione, droga, liberta’ negate…
Raffaella era li’, di giorno in giorno, rassicurante e, dove possibile aiutava, faceva da tramite con le istituzioni. Vi era poi quella volontà di ”portare un ritornello”, regalare evasione, con canzoni e momenti coreografici curati che richiedevano impegno quotidiano.
Anche io faccio parte orgogliosamente della generazione cresciuta con quei primi carismatici piani di un artista che comunicava calore, che auspicava per tutti la possibilità di lavorare, di impegnarsi a casa, come a scuola, come in ufficio…
Negli ultimi anni di carriera e di vita Raffaella avvertì come tutti il disagio di un tempo strano per cui le risultò difficile pure tornare ad intervistare i suoi ospiti nella confidenziale riuscita atmosfera di ”A raccontare comincia tu” ed in una delle sue ultime interviste ad una radio spagnola per l’uscita’ di ” Explota, explota” con le sue canzoni come colonna musicale, ebbe a dichiarare: ” La vita è fatta di tanti colori….ed occorre reagire con un sorriso per aiutare chi e’ magari in un momento piu’ ” spento”…”
Ecco spiegato il segreto di quel vestito multicolore in una bella tv a colori. ” Pronto, Raffaella” resta il mio programma del cuore ed e’ stato per questo emozionante incontrare ed intervistare nell’estate del 2023 presso l’Archivio di Stato di Napoli Caterina Rita, stretta collaboratrice della Carra’ , la quale e’ testimone della poliedricita’ di Raffaella, strutturata su carattere, impegno e ferrea volontà…
Grazie a Raffaella per aver sempre trasmesso la forza di un sorriso, di abbracci, ripresi senza inutili indugi sensazionalistici, in quel ” Carra’mba” degli anni ‘ 90 in cui ebbi modo di essere tante volte ospite, su suo invito, in quell’Auditorium del Foro Italico che le dovrebbe essere dedicato.

Raffaella Carrà e il Prof.Caruso
‘Archivio di Stato di Napoli Caterina Rita e il Prof. Caruso

Sono sempre pochi in fondo gli omaggi che le vengono rivolti e che rischiano di essere parziali perché la poliedricita’ e’ appartenuta tanto all’artista quanto alla donna, capace di “spettinare l’Italia” ma anche di raccontare con rispetto ed attenzione le storie di un’ Italia che ha sperimentato il dramma dell’emigrazione che si celava proprio dietro le tante storie di Carra’mba come quello di tanta infanzia abbandonata, cui si rispose con ” Amore” e piu di 100000 adozioni a distanza. La scomparsa di Raffaella ha disorientato tanto, anche perché sembra quasi che oggi non ci sia più spazio per quella sana esuberanza di Raffaella che con la sua calda umanità si confrontava con la stessa naturalezza con casalinghe come con uomini di Stato, capace di ballare persino in Piazza Rossa a Mosca le sue canzoni, convinta assertrice del potere unificante della musica, come in quell’Eurovison song contest che lei ha promosso e difeso.

Il mondo però non e’ più lo stesso, rischia di cadere e mi sa che per questo lei…si e’ spostata in po’ più in là.

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