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Il compleanno di una luce che non si spegne: ricordo di Raffaella Carrà

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Il compleanno di una luce che non si spegne: ricordo di Raffaella Carrà
Il 18 giugno non è una semplice data nel calendario per chi ha amato Raffaella Carrà. È un giorno che continua a brillare di un’affettuosa nostalgia, in cui il ricordo di una donna forte, empatica e rivoluzionaria torna a farci visita. Il professor Rino Caruso ci accompagna in un commosso viaggio nella memoria, tra parole, esperienze personali e gratitudine verso un’artista che ha lasciato un segno profondo nella vita di molti

Tanti auguri, Raffaella… vorrei ritornare al tempo in cui c’eri tu…

Il 18 giugno è stato sempre un giorno speciale… Il compleanno di Raffaella era un’occasione per ritrovare tracce di lei, alla ricerca del giornale, del telegiornale e poi dei siti che ne avrebbero parlato, delle copertine che le avrebbero dedicato… poi è arrivato Twitter con la possibilità di leggere dal suo profilo un suo pensiero… Ormai 4 anni fa lei stava per spegnersi ma, riuscendo a gestire il suo dolore in forma privata, augurò ai suoi ammiratori un’estate serena con un ritorno alla normalità…

Quella normalità purtroppo stenta ad arrivare anche perché il mondo, invece di unirsi in un afflato di “Amore”, come volle intitolare il suo programma sulle adozioni a distanza, cerca ossessivamente ragioni di guerra… Eppure nelle sue canzoni ci aveva avvertito che “non c’è odio, non c’è guerra… quando l’amore c’è”…

Raffaella nella sua vita è stata tanto determinata, cercando sempre di andare oltre il dolore, senza però rinnegarlo… Tutte le volte che l’ho incontrata mi ha sempre fatto avvertire quella segreta stima per i miei studi, perché, diceva lei: “Nella vita ci si prepara, per poi lasciarsi andare alla forza delle emozioni…”

Come dimenticare quando ventenne la incontrai per la prima volta dietro le quinte di Scommettiamo che per poi essere, il 21 dicembre 1995, in prima serata su Raiuno a Carràmba che sorpresa, all’Auditorium del Foro Italico di Roma, su invito personale di Raffaella, che mi offrì l’occasione di belle serate di spensieratezza, consentendomi di essere più volte nel pubblico di uno dei suoi tanti programmi passati alla storia, proprio come quel Pronto…Raffaella?! che seguivo alle scuole elementari e che mi ha avvicinato al gusto della comunicazione, dell’intervista come occasione per conoscere e capire le dinamiche della società…

A Raffaella debbo tanto, perché è stata una carismatica presenza nella mia vita, che mi ha consentito di non perdere mai un approccio caldo con il mondo, fatto di sano entusiasmo, di voglia di crescere, di impegnarmi… mi ha sempre spronato a non aver paura di essere “originale”, perché ognuno di noi deve avere una sua personalità, un suo carisma… “Per riuscire nella vita bisogna studiare – diceva sempre – e poi al momento giusto lasciarsi andare, con la forza delle emozioni, avere la capacità di non perdere occasioni”…

Avere avuto tante occasioni per avvicinarmi al mondo del giornalismo mi gratifica tanto, perché è bello condividere, comunicare, usare la parola per accendere nelle persone che mi circondano quella “curiosità” e quella “voglia di vivere” che induce a fare sempre meglio…

Se ho potuto inondare, nel tempo, la bacheca Facebook di tante fotografie che mi ritraggono sereno e dedito al mio lavoro di insegnante è perché nella mia vita c’è il segreto di essere cresciuto arricchito dal carisma di un’artista che ha lasciato un segno nella storia della comunicazione. Da lei ho imparato che con il talento e lo studio si possono raggiungere tanti risultati e che non bisogna mai avere paura di confrontarsi con le persone migliori che hanno sempre la generosità di insegnarti qualcosa.

Ho riversato tanto amore sui miei nipoti e, quando vedo nei loro occhi quel sano stupore che vivevo io nell’ascoltare le sue canzoni e vedere i suoi video, ho la speranza che c’è ancora spazio nella vita per sani e buoni sentimenti. Appartengo a una generazione fortunata che è cresciuta conoscendo artisti che, prima di entrare in scena, ripassavano copioni preparati con cura, senza recitare – come accade ora – copioni senz’anima… e grazie per aver ricordato al mondo incosciente e distratto che “non c’è odio, non c’è guerra quando l’amore c’è!”

Oggi, cara Raffaella, avresti potuto compiere 82 anni e, come dicevi sempre, saresti voluta, con il tempo, essere una vecchietta che avrebbe ispirato affettuosa simpatia, ma in realtà sei stata sempre così luminosa e vitale che vecchiaia e morte poco si addicevano a quella tua forza di volontà che ti ha indotto ad accettare, da sola, anche la sfida finale della vita, per non trasmettere troppe ansie a chi ti ha voluto bene…

Grazie per aver contribuito a risvegliare in me tante energie che, spontanee nell’infanzia, scoppiettanti nell’adolescenza, cerco di conservare e trasmettere ai giovani che mi circondano perché, con “forza allegra”, sappiano farsi portatori di valori sempre a difesa della vita e del sentimento…

A Raffaella sono stati intestati tanti programmi: Pronto, Raffaella, Buonasera, Raffaella, Hola, Raffaella… Credo che ne manchi uno dal titolo: Grazie, Raffaella, per i tanti messaggi di impegno e di sana positività che ci ha lasciato…

P.S. La migliore torta di compleanno, ovviamente ideale, resta quella che disegnò a 6 anni la mia nipotina Lucia

continua su Avellino zon MID: Crisi al comune di Avellino, a rischio il completamento dei lavori al Centro Autismo

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