Irpinia a secco, bollette alle stelle: la ribellione contro il caro acqua parte dai cittadini –
Crisi Idrica in Irpinia: Bollette in Aumento
Aumenti fino al 30%, multa milionaria, nessuna opera avviata. Cittadini e sindaci contrari alzano la voce: “Pagano sempre gli stessi”
In Irpinia esplode la rabbia per una gestione idrica che, secondo cittadini e amministratori locali, sta diventando insostenibile. Da dicembre 2024 a oggi, tra promesse mancate e ritardi, la situazione è rimasta critica: reti colabrodo, razionamenti continui, nessun vero cantiere all’orizzonte. E intanto le tariffe dell’acqua sono destinate a salire fino al +30% in tre anni.
Al centro delle polemiche c’è Alto Calore Servizi, la società incaricata della gestione dell’acqua nel territorio, già colpita da una multa da 2,1 milioni di euro inflitta da ARERA per inefficienze e inadempienze. A pagare, però, rischiano di essere ancora una volta i cittadini.
Aumenti approvati “di nascosto”
Il Consiglio di Distretto Irpino dell’Ente Idrico Campano (EIC) ha approvato un aumento delle tariffe per il periodo 2024-2026 senza la necessaria trasparenza. Solo quattro sindaci hanno votato contro la manovra, mentre la proposta è passata con appena 12 voti favorevoli su 25 componenti effettivi, in seconda convocazione. Nessuna consultazione pubblica, nessuna pubblicazione dello schema tariffario MTI-4, nessuna chiarezza su chi si accollerà i costi della multa.
Il rincaro prevede un +20% tra 2025 e 2026, con proiezioni ulteriori del +9,95% nel 2027 e +15% nel 2028.
Secondo i sindaci contrari, si tratta di una decisione “forzata”, con il consiglio messo di fronte a un aut aut: votare l’aumento o rischiare il fallimento dell’ente gestore.
Le reti perdono oltre il 55% dell’acqua. Ma gli investimenti dove sono?
Nonostante gli annunci roboanti di investimenti da 100 milioni di euro “in arrivo entro 20 giorni” – promessi mesi fa da Regione e Alto Calore – i cantieri restano invisibili e le reti idriche continuano a disperdere oltre il 55% dell’acqua immessa (fonte: ISTAT/ARERA). La qualità del servizio, intanto, peggiora di giorno in giorno.
E mentre le sorgenti irpine continuano ad alimentare Puglia e Basilicata, i costi restano interamente sulle spalle degli utenti irpini.
Il paradosso della “perequazione fantasma”
Dal 2015, la legge regionale campana prevede un fondo di perequazione per riequilibrare le tariffe nei diversi territori. In Irpinia non è mai stato applicato. Le famiglie locali pagano le bollette più care della Campania, senza alcuna compensazione.
Le richieste del Comitato “Uniamoci per l’Acqua”
Il comitato chiede:
Sospensione immediata dell’aumento tariffario
Pubblicazione integrale di tutti gli atti e documenti tecnici
Consultazioni pubbliche in streaming prima di ogni decisione
Attivazione del fondo di perequazione regionale
Esclusione della multa ARERA dalle tariffe degli utenti
Fondo nazionale urgente per rifare le reti idriche
Indennizzi automatici per i cittadini che restano senz’acqua
Se entro 15 giorni non arriveranno risposte concrete, il Comitato è pronto a partire con ricorso al TAR, segnalazioni ad ARERA, raccolta firme per una class action e denuncia pubblica delle omissioni istituzionali.
Chi ha votato cosa: ecco i nomi
Il Comitato ha pubblicato l’elenco completo dei componenti del Consiglio di Distretto EIC e il loro voto:
Favorevoli all’aumento:
Michele Buonfiglio
Gianluca Camerlengo
Pasquale Carbone
Giuseppe De Pasquale
Vito Di Leo
Michele Di Maio
Germano Di Rienzo
Tommaso Moscato
Antonio Olivieri
Beniamino Palmieri
Alfonso Pescatore
Simone Rozza
Contrari:
Gaetano Musto, Sindaco di Pietradefusi
Paolo Spagnuolo, Sindaco di Atripalda
Marcantonio Spera, Sindaco di Grottaminarda
Michele Vignola, delegato di Capriglia e Consigliere EIC
Astenuti:
Michele Boccia
Emilio Salvatore
Assenti:
Vincenzo Bruno
Antonio Corbisiero
Rocco D’Andrea
Lorenzo Melillo
Nicola Moretti
Alessandro Napolitano
Antonio Spiniello
Decaduti:
Leandro Apuzza
Raffaele Cantarella
Antonio Caputo
Gerardo Galdo
Francescoantonio Siconolfi
Il Comitato lancia un messaggio chiaro:
“Chiedete conto a chi ha votato a favore. Chiedete dov’erano gli assenti. E ringraziate chi ha avuto il coraggio di dire no.”
“Non si può far pagare ai cittadini le colpe di anni di mala gestione. Prima si rifanno le reti, poi si parla di tariffe. L’acqua è un diritto, non una tassa occulta” – conclude il Comitato.
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