Presentata ad Avellino la lista “A Testa Alta” per le Elezioni Regionali della Campania –
Si è tenuta questa mattina, giovedì 30 ottobre alle ore 9.30, presso il Circolo della Stampa di Avellino, la presentazione ufficiale della lista “A Testa Alta” in vista delle Elezioni Regionali della Campania del 23 e 24 novembre 2025.
All’incontro, aperto alla stampa e ai cittadini, hanno partecipato i quattro candidati della circoscrizione di Avellino:
- Lucia Fortini, Assessore uscente alla Scuola, Politiche sociali e Politiche giovanili della Regione Campania;
- Ilaria Di Gaeta, Presidente del Consiglio comunale di Mercogliano;
- Antonello Cerratto, manager nel settore sanitario;
- Pino Rosato, direttore sanitario della Casa di Cura Villa dei Pini di Avellino.
La conferenza stampa è stata un momento di confronto e dialogo, durante il quale sono stati illustrati il programma, le priorità e i valori della lista “A Testa Alta”, che sostiene la candidatura di Roberto Fico Presidente, all’interno della coalizione di centrosinistra guidata dal Governatore Enzo De Luca.
L’incontro ha rappresentato un’occasione importante per condividere con i cittadini e con i rappresentanti dei media le proposte dei candidati e il loro impegno a rappresentare in Regione le istanze e le esigenze del territorio irpino.
A seguire le dichiarazioni dei candidati…

Antonello Cerrato
La campagna elettorale è ormai alle porte. La priorità resta, come sempre, la sanità: sappiamo che gran parte del bilancio regionale è destinata a questo settore.
Sta per prendere avvio una nuova sanità territoriale, con strumenti informatizzati, telemedicina, maggiore prossimità al paziente, case di comunità e un rafforzamento degli ospedali. Si tratta di un imponente lavoro infrastrutturale realizzato da De Luca; ora, però, occorre riempirlo di contenuti. Ritengo necessario un supporto tecnico e di competenze più solide anche da parte di chi si candida, non soltanto da tecnici esterni.
È fondamentale che i candidati stessi abbiano una formazione tecnica, in modo da offrire un contributo concreto al nuovo modello di sanità che si sta affermando sul nostro territorio.
Dunque, sta dicendo che i rappresentanti uscenti non sono stati all’altezza?
No, non intendo dire questo. Sostengo soltanto che De Luca ha compiuto un lavoro straordinario: dieci anni fa ha sollevato la sanità campana dalle sabbie mobili, risanando i conti. Oggi i bilanci della sanità regionale sono tra i migliori d’Italia, eppure non siamo ancora usciti dal piano di rientro.
Alcune scelte apicali, che avrebbero dovuto tradurre al massimo livello l’azione del Presidente con competenza e professionalità, secondo me non sono state del tutto efficaci. Serve migliorare, perché questa è una sfida che non possiamo permetterci di fallire. Umanizzazione delle cure, medicina territoriale, informatizzazione e soprattutto telemedicina rappresentano le nuove sfide che ci attendono.
Consigliere, da montorese conosce bene una delle vertenze più gravi dell’Irpinia: l’emergenza idrica, questione ancora attuale. I problemi persistono. Che cosa dovrebbe fare la Regione, anche in relazione alla situazione di Alto Calore?
Come consigliere comunale di Montoro presiedo una commissione sull’acqua, che si occupa in particolare dell’inquinamento della falda da tetracloroetilene. Occorre lavorare su nuovi approvvigionamenti idrici: esistono numerosi pozzi dismessi che possono essere riattivati, oppure va potenziata la rete idrica di Cassano che, opportunamente adeguata, può erogare acqua fino a un milione di abitanti. È su questi interventi che dobbiamo concentrarci.
Bisogna compiere scelte chiare in materia di acqua: va bene la gestione pubblica, ma le decisioni non devono più essere dettate dai politicanti o dalla politica. Serve il massimo della competenza tecnica anche nelle nomine apicali dell’Alto Calore, pur mantenendo la risorsa idrica saldamente pubblica — elemento essenziale e irrinunciabile per tutti noi.

Giuseppe Rosato
Le priorità, a mio avviso, sono diverse.
La prima è avviare un serio confronto sulla sanità, capace di integrare l’ambito ospedaliero — emergenza e urgenza — con quello territoriale, che deve diventare il vero punto di forza per alleggerire i pronto soccorso e ridurre i ricoveri impropri.
La seconda riguarda le aree interne. Non devono essere viste solo come luoghi di svago o turismo: hanno bisogno di vita, di investimenti, di essere riconosciute come parte attiva e vitale di un territorio che vuole crescere.
Se le aree interne non si sviluppano, e continuiamo a privarle di scuole, uffici postali, tribunali, come possiamo pensare di invertire la rotta e fermare l’emigrazione? Abbiamo perso decine di migliaia di giovani, la nostra risorsa più preziosa. Ripartire da zero è difficile: occorre investire con decisione.
In questi dieci anni, quali risultati concreti sono stati ottenuti dal governo regionale in ambito sanitario, e su quali priorità occorre concentrarsi?
Dieci anni fa la Regione Campania era di fatto in default, commissariata e priva di margini per investire, programmare o risollevarsi. Dieci anni di governo De Luca hanno rivoluzionato questa situazione: oggi la Campania è una regione completamente diversa.
De Luca ha avuto il coraggio di alzare la voce, di mettere il governo nazionale di fronte alle proprie responsabilità, ottenendo finalmente risultati tangibili come l’uscita dal piano di rientro. Senza quella determinazione, saremmo rimasti ostaggio di funzionari e dirigenti ministeriali pronti a trovare sempre un cavillo per bloccare tutto.
Grazie a una strategia seria, anche ferma quando necessario, abbiamo iniziato a raccogliere i frutti. Credo che l’8 novembre arriverà la delibera del TAR che sancirà l’uscita definitiva dal piano di rientro.
Uscire dal piano significa riconquistare autonomia gestionale ed economica, poter progettare e investire liberamente.
In questi dieci anni sono rinati numerosi ospedali, sono stati realizzati importanti investimenti in specialità e attrezzature, e la gestione della pandemia è stata condotta in modo esemplare. La Campania è diventata, a tutti gli effetti, una regione profondamente trasformata.
Ilaria Di Gaeta
Sono amministratrice pubblica e consigliera comunale della città di Mercogliano, e non posso che porre la mia attenzione sulle aree interne, di cui la provincia di Avellino ha particolare bisogno. In questi dieci anni il governo De Luca ha saputo offrire attenzione a questi territori, e dobbiamo proseguire lungo questa direzione, intervenendo su più fronti: ambiente, cultura, turismo, mobilità e, soprattutto, restanza. Dobbiamo creare le condizioni perché si possa scegliere di restare, e di farlo con piacere, in Irpinia.
L’acqua, naturalmente, è un bene essenziale. Negli ultimi tempi ho ascoltato molti cittadini di Nusco raccontare le gravi difficoltà nel vivere quotidiano: la questione è proprio questa — vivere. Senza questo bene primario non si può affrontare la complessità della vita moderna. È dunque un’urgenza assoluta, e va affrontata come tale.
Lucia Fortini: Il senso di questa candidatura è la continuità. Sento qualcuno parlare di “voltare pagina”, ma noi vogliamo ribadire che le pagine non si devono voltare, bensì proseguire, partendo dal lavoro che in questi anni è stato fatto — un lavoro che rivendico con forza, perché ci abbiamo messo anima e corpo.
Abbiamo lavorato senza sosta, giorno dopo giorno, mese dopo mese. Sono consapevole che la Campania presenti ancora diverse criticità, ma è innegabile che abbia cambiato volto.
In questi dieci anni la nostra regione ha conquistato una considerazione diversa a livello nazionale, e di questo andiamo fieri. È proprio per questo che ci presentiamo come squadra, e ho voluto metterci la faccia, sostenendo questa squadra, perché questa squadra è il Presidente De Luca.
A chi contesta la giunta De Luca, sostenendo che si sia fatto poco per le aree interne o per settori come sanità ed emergenza idrica, rispondo così: voi sapete che io mi occupo principalmente di scuola. Lo scorso anno, quando ancora non sapevo che mi sarei candidata in provincia di Avellino, il dimensionamento scolastico ha riguardato soltanto le province di Napoli e Caserta: le aree interne non sono state toccate.
Abbiamo quindi prestato un’attenzione particolare proprio alle scuole delle aree interne. Lo ricorderete anche due anni fa, quando intervenimmo per tutelare gli istituti delle province di Avellino, Benevento e Salerno.
Quest’anno abbiamo affrontato un’altra battaglia: il Ministero voleva tagliare 23 autonomie scolastiche, commettendo un errore di calcolo di 25.000 studenti. La Regione Campania ha presentato ricorso al TAR, che ci ha dato ragione.
Di conseguenza, quest’anno il dimensionamento non si farà, anche se il Ministro ha annunciato di voler ricorrere in appello. Lo abbiamo fatto, ancora una volta, per difendere le scuole delle aree interne.
È vero, le difficoltà non mancano — e qui ci sono rappresentanti del mondo sanitario che possono testimoniare il grande lavoro svolto anche in quel settore — ma non dobbiamo dimenticare che la Campania è la regione con il riparto pro capite più basso d’Italia.
È evidente, dunque, che esistano problemi, ma non possono essere imputati alla Regione Campania.
Chi parla di equità dovrebbe ricordare che difendere i territori significa garantire risorse ai territori più fragili.
Per quanto riguarda il rapporto con Roberto Fico, qualcuno dice che sembri un candidato “commissariato” e che rischi di essere un governatore commissariato.
La mia risposta è chiara: assolutamente no.
Fico ha aperto ieri la sua campagna elettorale — eravamo lì con lui — e ha affermato con forza che “ci volevano divisi, ma siamo uniti”. Ha anche rivendicato il lavoro svolto in Regione Campania in questi dieci anni, e devo dire che ho apprezzato molto le sue parole.
Abbiamo dato tutto, abbiamo buttato il sangue, come si suol dire, e rivendicare il lavoro fatto è per me imprescindibile.
Non ci sarà alcun commissariamento: si lavorerà insieme, con coesione e continuità, per il futuro della Campania.
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