Una Natività al femminile: la scelta di don Vitaliano che divide i fedeli
Una bambina al posto del tradizionale Gesù Bambino: è questa l’immagine che sta facendo discutere la comunità cattolica (fonte da un’intervista per “Il Giornale”). A proporla è don Vitaliano Della Sala, parroco di Capocastello di Mercogliano, già noto per presepi simbolici e provocatori.
Secondo il sacerdote, la sua scelta vuole essere «un invito a riflettere sul ruolo della donna nella Chiesa». A suo avviso, Dio potrebbe incarnarsi anche nel femminile, e l’idea di una Natività reinterpretata servirebbe ad aprire un dibattito su un tema che ritiene urgente – l’accesso delle donne al sacerdozio. «La Chiesa deve trasformarsi», sostiene, convinto che la tradizione non debba rimanere immobile.
Negli anni il parroco ha spesso utilizzato il presepe come linguaggio simbolico – una Natività con due madri, pastori trasformati nei personaggi dei Simpson, e ora la bambina nella mangiatoia.
Non tutti però condividono questa visione. Alcuni sacerdoti del territorio ritengono che simili scelte «creino confusione su elementi fondamentali della fede». Anche molti fedeli commentano la scelta Il parroco replica che la provocazione è «una forma positiva di stimolo»,
Perché un presepe alternativo divide?
Il presepe non è solo un oggetto di culto, ma è un simbolo culturale profondamente radicato, un riferimento familiare. Qualsiasi alterazione viene percepita come uno strappo, soprattutto quando riguarda la figura di Gesù. Indipendentemente dal giudizio, la scelta mette in luce una questione mai risolta, la partecipazione delle donne ai ruoli di guida nella Chiesa cattolica.
- La scelta del Don apre un dibattito vero su temi spesso evitati.
- Dà visibilità al femminile, proponendolo come parte della dimensione divina.
- Rende la tradizione un linguaggio contemporaneo, capace di parlare alle trasformazioni sociali. Di contro però,
- può essere percepito come uno stravolgimento teologico, soprattutto dai fedeli più legati alla tradizione.
- Rischia di polarizzare la comunità, creando divisioni interne.
- Può disorientare i più giovani, che si affidano ai simboli tradizionali per comprendere la fede.








