Domenico Manzo, cinque anni di domande senza risposta: la scomparsa che ancora chiede verità
Sono passati quasi cinque anni da quella sera dell’8 gennaio 2021 in cui Domenico Manzo, 69 anni, muratore in pensione e padre affettuoso, si è allontanato a piedi dalla sua casa di Prata di Principato Ultra, nell’Avellinese. Da allora di lui non si è saputo più nulla. Un vuoto che, col passare del tempo, non si attenua. Al contrario, diventa sempre più pesante da sostenere.
Le ultime immagini certe lo mostrano mentre si incammina verso la stazione, un luogo quieto, quasi deserto, dove a quell’ora passano pochissimi treni. Prosegue poi nella direzione del ponte sul fiume Sabato. Sono i minuti finali in cui Domenico compare nelle registrazioni disponibili: dopo, più nulla. Nessuna traccia, nessun oggetto, nessun segnale telefonico. Il suo cellulare, ritrovato spento, non ha mai dato indicazioni utili.
Resta un nodo mai sciolto la questione delle telecamere di un ristorante della zona, che quella stessa sera avevano ripreso la strada dove si ipotizza sia passato Domenico. Quando i Carabinieri chiesero di acquisire le registrazioni, le immagini non c’erano più. Un’assenza inspiegata che continua ad alimentare interrogativi e che la famiglia vive come una ferita ancora aperta. “Quelle immagini avrebbero raccontato tutto”, ha detto più volte la legale della figlia. Ed è proprio per questo che ancora oggi, nel gennaio 2026, l’appello rimane lo stesso: chi sa, parli.

La storia di Domenico Manzo non è soltanto un caso di cronaca. È la storia di un padre amato, di un uomo semplice e rispettato, il cui improvviso allontanamento ha lasciato un’intera comunità sospesa. È la storia di una famiglia che da cinque anni affronta un dolore silenzioso, fatto di attese e di speranze, senza una verità a cui aggrapparsi.
Col tempo, il rischio più grande è che una scomparsa finisca nel dimenticatoio pubblico. Per questo, anche oggi, la vicenda ritorna a bussare alle coscienze. Perché ogni storia irrisolta chiede attenzione, ascolto, memoria. E perché nessun familiare dovrebbe essere costretto a vivere un dolore senza risposte.
Cinque anni dopo, la domanda resta la stessa, la più semplice e la più difficile: dov’è Domenico Manzo?
Finché non arriverà una risposta, la sua storia continuerà a interrogarci e a ricordarci che, dietro ogni scomparsa, c’è una vita che merita di essere ritrovata.
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