Grande successo per lo spettacolo conclusivo della prima parte del laboratorio di teatro-danza dell’associazione “Autilia A. Volpe” odv di Montella tenuto da Angelo Vanzanella e Simona de Angelis
Si è tenuto ieri sera presso il Teatro Solimene di Montella lo spettacolo “Lo schiaccianoci“ che chiude la prima parte del laboratorio di teatro-danza che si tiene tutti i mercoledì presso la sede dell’associazione “Autilia A. Volpe” di Montella (Av). Il laboratorio nasce dall’idea di Angelo Vanzanella, titolare dell’agenzia Media Match, di riprodurre l’esperienza fatta con la “Amici Dance Theatre Company” di Londra, compagnia di teatro danza inclusiva creata da Wolfang Stange, che integra oltre quaranta artisti disabili e non disabili.

Mettere insieme trentasei provetti attori e danzatori, di tutte le età, disabili e non disabili, lasciando che ognuno di loro potesse esprimere la propria creatività, le proprie doti, le proprie fragilità e qualche frustrazione, la propria voglia di sentirsi inserito nella comunità è stata una scommessa assolutamente vinta! Si parla molto spesso di “inclusione” e il più delle volte lo si fa con troppa leggerezza, senza cogliere l’impegno e la dedizione quotidiani che questo “sostantivo” richiede, attraverso azioni.
Si festeggia la giornata dedicata, si qualificano come inclusivi scuole, aziende, istituzioni, ma “comprendere in un insieme, far rientrare“, includere appunto, significa riconoscere e condividere le capacità reciproche, come lo stesso Stange sosteneva, facendo in modo che ognuno possa avere il proprio ruolo nella società, arricchendola con un contributo unico e personale.

Lo spettacolo di ieri sera è stato proprio questo, il risultato di un percorso fatto di volontari (Angelo e Simona per primi tengono come volontari il laboratorio di teatro danza) che cercano di cogliere e mettere in circolo le capacità di ognuno, facendo in modo che la danza, l’improvvisazione, il canto, siano degli strumenti che facilitano la percezione di se stessi e che mettono in relazione con gli altri. Sarò di parte, perché sono nel direttivo dell’associazione ed ho creduto subito nel progetto, ma penso di poter dire che sono queste le esperienze che andrebbero moltiplicate per migliorare la società.
Per chi conosce la disabilità, ogni piccola conquista per i diretti interessati e per le loro famiglie, diventa un punto dal quale ripartire per spostare in avanti il traguardo, l'”asticella” della piena inclusione; per chi, purtroppo, la disabilità non la frequenta queste occasioni dovrebbero offrire una “lente” speciale per indagare la complessità della mente umana e la fragilità del corpo, ma anche per apprezzare lo sforzo che ogni essere umano fa per sentirsi accettato ed amato.

La grande partecipazione di pubblico rende ancora più entusiasmante il progetto perché, come spesso dice il presidente dell’Autilia A. Volpe, Damiano Rino De Stefano, il senso dell’attività portata avanti ormai da trentacinque anni dall’associazione è quello di migliorare la qualità di vita di disabili e persone fragili all’interno della comunità di appartenenza, “insieme gioiosamente solidali“, perché la condivisione e l’inclusione sono fonti di gioia per tutti, oltre a rappresentare un dovere civico.

Da gennaio l’associazione riprenderà tutte le sue attività settimanali, dal laboratorio di riciclo creativo, ai corsi di musica ed informatica, all’attività motoria e, ovviamente, il laboratorio di teatro-danza. Le attività sono tutte inclusive e gratuite e l’obiettivo anche per il prossimo anno sarà quello di coinvolgere nuovi volontari, di tutte le età, magari aggiungendo esperienze anche al di fuori della splendida sede dell’associazione.
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