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“Costruire la pace è responsabilità di ciascuno”. Il discorso di fine anno di Sergio Mattarella

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“Costruire la pace è responsabilità di ciascuno”Il discorso di fine anno di Sergio Mattarella – “La pace non è una parola astratta: nasce dal dialogo quotidiano e dal rifiuto dell’odio e della violenza”

ROMA – È un appello alla coscienza di ogni cittadino quello lanciato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nel suo discorso di fine anno dal Palazzo del Quirinale. Un intervento segnato dalla sofferenza per le guerre in corso, dall’Ucraina a Gaza, e dalla ferma convinzione che la pace non sia un’utopia, ma una responsabilità concreta e quotidiana. Il Capo dello Stato ha descritto le drammatiche condizioni delle popolazioni civili colpite dai conflitti, città distrutte, centrali energetiche bombardate, bambini, donne e anziani esposti al freddo e alla fame. Davanti a queste tragedie, ha sottolineato, cresce il desiderio di pace, mentre diventa sempre più inaccettabile la logica di chi la nega in nome della forza e degli interessi di dominio.

Mattarella ha invitato a respingere l’odio, la violenza verbale e la contrapposizione sterile, ricordando che una mentalità di pace si costruisce anche nel linguaggio e nei comportamenti quotidiani. La domanda “cosa posso fare?” riguarda tutti: cittadini, istituzioni, comunità. Occorre superare il senso di impotenza e riscoprire il valore della partecipazione e del dialogo. Nel guardare al futuro, il Presidente ha richiamato gli 80 anni della Repubblica che l’Italia si appresta a celebrare. Un anniversario che invita a rileggere la propria storia – dal voto delle donne al referendum istituzionale, alla nascita della Costituzione, frutto di un confronto intenso ma capace di sintesi alta e condivisa. Una Repubblica, ha ricordato, fondata sul riconoscimento dei diritti inviolabili, sul lavoro come strumento di dignità e libertà, sulla costruzione dello Stato sociale e sulla collocazione europea e internazionale dell’Italia. Valori che restano attuali e indispensabili in un tempo segnato da incertezze e conflitti. Il messaggio conclusivo è chiaro. La pace, la libertà e la democrazia non sono conquiste definitive, ma impegni da rinnovare ogni giorno, con responsabilità, rispetto e dialogo.

continua su Avellino zon Avellino apre il nuovo anno con il Concerto dell’Epifania: musica sacra e lirica al Santuario del SS. Rosario

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