Montefusco, “Borghi Aperti”: il futuro delle aree interne nasce dalla cooperazione – Montefusco è stata teatro di un confronto autentico e partecipato sul futuro delle aree interne. La tavola rotonda “Borghi Aperti”, organizzata nell’ambito del progetto 2 V.I.TE., ha riunito amministratori locali, mondo accademico, cooperazione e rappresentanti istituzionali, confermando una visione condivisa: il rilancio dei piccoli comuni passa dalla collaborazione, dal fare rete e dalla capacità di costruire progetti concreti e condivisi.

Al centro del dibattito il ruolo strategico dei sindaci e degli amministratori locali, vere sentinelle del territorio, chiamati ogni giorno a coniugare responsabilità, visione e pragmatismo. Un confronto arricchito dal contributo scientifico e metodologico del mondo accademico, con gli interventi del prof. Gianni Cicia (CRISP – Università di Napoli Federico II) e della prof.ssa Adelina Picone (DiARC – Università di Napoli Federico II), che hanno offerto strumenti e prospettive per dare qualità e continuità ai processi di rigenerazione territoriale.Importante anche il contributo del mondo della cooperazione, con Anna Ceprano (Legacoop Campania) e le esperienze della LESS Cooperativa Sociale, Tram e Tobilì, che hanno portato l’attenzione sul modello della cooperativa di comunità come leva concreta per lo sviluppo delle aree interne. Presente l’on. Maurizio Petracca, che ha ribadito il proprio impegno costante a favore dei piccoli comuni e delle politiche per i territori marginali.
Il progetto 2 V.I.TE. sta già producendo risultati tangibili: interventi di mobilità sostenibile, riqualificazione di spazi verdi e sentieri, e valorizzazione del patrimonio storico, come nel caso di Palazzo Giordano, simbolo di una rigenerazione che unisce tutela, identità e nuove funzioni. A chiudere la giornata, un momento di forte suggestione, la visita all’Oratorio di San Giacomo, dove, sotto il cielo di anime dipinte, Santa Caterina d’Alessandria ha preso voce e corpo in una intensa performance teatrale. Un racconto emozionante che ha ripercorso le vicende del popolo montefuscano, dai fasti della città nobile alle ferite del colera e del terremoto, intrecciando memoria, identità e visione futura. Una giornata che ha restituito il senso profondo di un percorso condiviso. Rigenerare i borghi significa prendersi cura delle comunità, della loro storia e delle opportunità che ancora possono generare.
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