Un gesto semplice, ma capace di arrivare dritto al cuore. Nei giorni scorsi, nel reparto di Oncologia dell’Ospedale Moscati di Avellino, si è svolta la consegna degli scialli realizzati nell’ambito del progetto solidale “Portiamo una carezza”, un’iniziativa che trasforma il lavoro delle mani in conforto concreto per chi affronta la malattia.
Gli scialli sono stati consegnati da Antonietta Antolino e Pasqualina Dello Russo nel reparto di Oncologia dell’Azienda ospedaliera Moscati.

Un momento carico di emozione, documentato anche da alcune immagini che raccontano la forza di una presenza gentile nei luoghi della cura.

Accanto all’attività clinica della Breast Unit dell’Ospedale Moscati, diretta dal primario dottor Carlo Iannace, e al lavoro del Dipartimento di Oncologia, guidato dal professor Gridelli, emerge con forza il valore del volontariato come supporto umano e psicologico lungo tutto il percorso della malattia.
«Non si tratta solo di un oggetto – spiega Maria Assunta Basile, presidente dell’associazione Noi in Rosa – ma di un messaggio. Lo scialle diventa una carezza concreta, un modo per dire a chi soffre che non è solo. A volte basta un piccolo gesto per rendere una giornata meno dolorosa».

L’associazione Noi in Rosa, da tempo impegnata al fianco delle pazienti oncologiche, opera non solo in Irpinia ma anche nel Salernitano, dove promuove giornate di prevenzione e visite gratuite, grazie alla collaborazione con professionisti del settore e realtà del territorio. Un impegno che va oltre l’assistenza materiale e che accompagna le persone dall’inizio del percorso di diagnosi fino alle fasi più delicate della cura.
Il progetto “Portiamo una carezza”, coordinato dall’associazione con sede in Sardegna e presieduta da Liana Masiu, coinvolge volontari e volontarie provenienti da tutta Italia che realizzano a mano scialli e manufatti poi inviati e smistati in base alle esigenze dei reparti ospedalieri. Una rete solidale che unisce territori diversi con un unico obiettivo:
portare calore umano dove ce n’è più bisogno
La collaborazione con l’Oncologia del Moscati va avanti da tempo e nasce da un bisogno concreto: «Durante le terapie – racconta ancora Basile – capita spesso che le pazienti avvertano freddo. Da qui l’idea degli scialli, pensati non solo per riscaldare il corpo ma anche l’animo, proprio come suggerisce il nome dell’iniziativa».
In un contesto ospedaliero spesso segnato dalla solitudine e dalla paura, il volontariato rappresenta una risorsa preziosa. È la dimostrazione che la cura non passa solo attraverso terapie e protocolli, ma anche attraverso la presenza, l’ascolto e piccoli gesti di umanità. Perché, come insegna questa iniziativa
una carezza – anche quando è fatta di lana – può diventare un atto di speranza

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