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A Montella La Casa sulla Roccia si racconta

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La presentazione del libro “A due passi dal cielo” di Davide Ardolino e del docufilm “Io, di nuovo” del regista Maurizio Picariello diventa un’occasione per raccontare l’attività dell’associazione, da quarant’anni operativa sul territorio della provincia di Avellino e non solo

Sono stati presentati nella biblioteca comunale di Montella il libro del sociologo e criminologo Davide Ardolino, “A due passi dal cielo – Stazione di arrivo: le stelle” ed il docu-film diretto da Maurizio Picariello “Io, di nuovo“, entrambi collegati all’esperienza ormai quarantennale de La Casa sulla Roccia, associazione che dal 1985 si occupa di dipendenze e percorsi di recupero, associata al FICT (Federazione Italiana delle Comunità Terapeutiche) ed oggi attiva anche rispetto alla violenza di genere.

L’iniziativa si inserisce nel Maggio dei Libri, una campagna nazionale – ha sottolineato la vicesindaco Anna Dello Buono – a cui Montella ha aderito avendo ottenuto la qualifica di Città che legge, con l’obiettivo di fare sempre di più della moderna biblioteca comunale un “hub di comunità”, in cui i libri sono il veicolo di messaggi, informazioni, stimoli e confronti, soprattutto per le nuove generazioni. Proprio per rafforzare questo percorso fa da moderatore dell’incontro il coordinatore del Forum dei Giovani di Montella, Gerardo Varallo, che ci tiene a rivendicare orgogliosamente il ruolo di “laboratorio di idee” e luogo di confronto di quella che non è un’associazione, ma una vera e propria diramazione dell’ente comunale, quale è il Forum dei Giovani.

Le due operatrici montellesi de La Casa della Roccia, Moena Pascale e Stephanie Malerba, hanno illustrato, soprattutto alle classi del IISS “Rinaldo D’Aquino” presenti, i diversi servizi attivati negli anni ed hanno offerto molteplici spunti di riflessione sul tema della “dipendenza” che, come da loro evidenziato, non è più solo la “tossicodipendenza”, ma è oggi legata al gioco, ad internet, alle disfunzioni comportamentali che affliggono anche i più giovani. E’ nato per questo, dal 2025, anche un servizio dedicato ai giovani ed addirittura ai minori.

La filosofia “non scritta” de La Casa sulla Roccia “Tu solo puoi farlo, ma non da solo” è un potente messaggio in quest’epoca di grande solitudine. La presa di coscienza, la consapevolezza, la volontà di “ripartire” (ben raccontate nel docu-film di Picariello) sono tutti aspetti che non possono prescindere dalla volontà del singolo e dalla sua autodeterminazione, ma i percorsi terapeutici e di accoglienza sono lo strumento che consente di rafforzare quella autodeterminazione e di far sì che si possa portare a termine il faticoso percorso della “riconquista di sè”.

Questi percorsi sono raccontati, tra realtà e fantasia, anche nel libro del sociologo Davide Ardolino, che per anni ha lavorato a La Casa sulla Roccia, che attraverso quattro “storie di vita” prova a far emergere il sottile “filo rosso” che spesso unisce le diverse fragilità dell’individuo. Sono storie di dipendenza, ma soprattutto sono storie di “aiuto”, chiesto, negato, ritrovato. I percorsi terapeutici e il sostegno alle donne vittima di violenza passano attraverso l’ascolto, anche di sè, e la riscoperta di un “senso”, che può essere quello più alto e complesso dell’esistenza, ma anche quello del piccolo gesto – come dice Ardolino – che ci riconnette col mondo.

Nel post-terremoto, come ricordava la d.ssa Maria Rosaria Famoso, Coordinatrice dell’associazione, La Casa sulla Roccia nasce dal desiderio di aiutare concretamente chi si trovava in un momento di difficoltà e fragilità. Oggi più che mai è di questo che hanno bisogno le comunità ed i territori, di luoghi e strutture operative che sappiano “tendere la mano” ed offrire un sostegno concreto alle mille categorie di “ultimi” che, purtroppo, questa società ha moltiplicato.

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