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Montemiletto, Effetti indesiderati del restauro di Sant’Audeno a Montaperto: la nota dello storico locale Simone D’Anna

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Nota di Simone D’Anna, storico locale,

sui lavori di restauro della Chiesa di San Audeno 

a Montaperto, Frazione del Comune di Montemiletto.

Effetti indesiderati del restauro di Sant’Audeno. 

I lavori per la messa in sicurezza della chiesa di Sant’Audeno a Montaperto, Frazione del Comune di Montemiletto, per un importo di 405.000,00 euro, sono stati finanziati dal Ministero della Cultura a seguito dell’interessamento dell’Amministrazione comunale. Tutta la fase successiva, ovvero quella relativa alla progettazione esecutiva e all’appalto dei lavori, è stata gestita direttamente dall’Arcidiocesi di Benevento, in quanto proprietaria dell’immobile.

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Le attività di recupero, attese da almeno trent’anni, avevano quindi lo scopo di valorizzare l’edificio di culto più antico del Comune di Montemiletto, al fine di restituire alla comunità un luogo di grande valore simbolico, storico, artistico e religioso. In Italia le uniche quattro chiese ancora dedicate a San Audeno o Audoeno, si trovano a Montaperto, Serra di Pratola Serra, Aversa e Bisceglie in Puglia. 

Questo intervento, però, oggi deve fare i conti con alcuni danni provocati durante l’esecuzione dei lavori, oltre ai relativi costi che bisognerà affrontare per renderla nuovamente fruibile; su quest’ultimo aspetto bisognerà senz’altro confidare nella Divina Provvidenza.

Il primo imprevisto, in ordine temporale, riguarda la rimozione di ben due tavolati: mi riferisco ad un solaio in castagno della seconda metà del XIX sec., smontato e conferito in discarica, e un cassettonato in legno di abete, puramente decorativo, anche esso divelto e smaltito in discarica, fatta eccezione per i rosoni in cartapesta e le cornicette che li delimitavano; il tutto senza l’autorizzazione della Soprintendenza.

Riguardo a quest’ultimo cassettonato, il progetto e le prescrizioni della Soprintendenza prevedevano la messa a dimora in luogo sicuro in attesa di un accurato restauro, quantificato, solo un anno prima della sua distruzione, in circa 46.000,00 euro.

Veniamo ora alle due nicchie poste ai lati dell’altare maggiore, anche in questo caso era stato previsto il loro recupero, ma nonostante ciò si era già in procinto di murarle per presunte ragioni statiche. In aggiunta, il rivestimento ligneo di una delle due nicchie risulta pesantemente incidentato.

Il fatto più grave, tuttavia, riguarda la rimozione dalla parete di un pregevole disegno tracciato in rosso, risalente ai tempi del Cardinale Orsini, che si trovava all’interno dell’intradosso del recinto presbiteriale. Questa sinòpia, parte integrante di un più ampio dipinto murale, raffigurava un clipeo (medaglione), all’interno del quale era stata ritratta la scena di una figura morente assistita da figure astanti. In merito all’interpretazione della figura morente distesa su di un letto, da me ipotizzata in una recente monografia, aggiungo che si potrebbe trattare di un omaggio al committente e non di un santo morente.

Anche i brandelli del disegno sono finiti direttamente nel cassone dei rifiuti, e solo a seguito di una mia segnalazione, si è provveduto a recuperare una parte di essi per provare a ricomporre i pochi resti rimasti.

A tutto ciò si è aggiunto un altro punto di domanda, cioè il ripristino della veletta campanaria, abbattuta da diversi lustri per ragioni di sicurezza, che da pochi giorni è stata ripristina con dei mattoni intonacati. Ebbene, anche tale circostanza lascia alquanto perplessi considerato che la veletta in questione non era intonacata ma realizzata con mattoni a faccia vista.

Detto ciò, esprimo un doveroso ringraziamento alla Soprintendente Anna Onesti, per l’interessamento mostrato da quando è venuta a conoscenza dei fatti che si sono verificati a Montaperto, ovvero per aver prontamente attivato la procedura prevista dall’art. 160 del Codice dei Beni Culturali (D.Lgs. 42/2004) che disciplina i criteri per il ripristino del bene, nel nostro caso i disegni a matita rossa.

Invito altresì gli Uffici dell’Arcidiocesi di Benevento a soffermarsi su quanto è accaduto, e rappresentare alla comunità di Montemiletto le azioni che intende intraprendere per garantire la fruibilità del bene, ivi compresa la possibilità di poter concedere, magari in comodato d’uso, tale edificio al Comune di Montemiletto, al fine di renderlo nuovamente funzionale.

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Marika Cifiello
Marika Cifiellohttp://www.avellinozon.it
Sono Marika Cifiello nata ad Avellino. Giornalista pubblicista, iscritta all'Ordine della Campania,attualmente Caporedattrice per la testata online Avellino Zon e collaboro a richiesta con altre testate presenti sul territorio. Da sempre interessata alla lettura e alla psicologia, sempre attiva ed impegnata nel sociale, volontaria negli anni in varie associazioni, Fare Verde per l'ambiente, Centro Autismo dove seguivo dei ragazzi della provincia avellinese. La passione per il giornalismo d'inchiesta mi ha spinto verso le prime esperienze in una emittente televisiva locale, poi in varie testate giornalistiche locali. Istintivamente attratta dalle notizie di stretta attualità, coniugo la capacità di reperire notizie in prima persona ad una naturale predisposizione e sensibilità che, negli anni, mi ha permesso di vivere attivamente alcuni dei fatti più eclatanti rimasti impressi nel territorio irpino.
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