Alto Calore, De Felice: «I conti migliorano lentamente». In arrivo il bando per il dirigente tecnico
L’amministratore unico fa il punto sulla gestione della società a margine dell’assemblea dei soci: «Alto Calore è una casa di vetro». Al centro il personale, la riorganizzazione della dirigenza, il recupero dei crediti e le prospettive della gestione pubblica.
«I conti stanno migliorando lentamente». È questo il punto da cui Alfonsina De Felice, amministratore unico di Alto Calore Servizi, parte per fare il punto sulla situazione della società a margine dell’assemblea dei soci tenutasi ad Avellino. Un confronto che arriva in una fase delicata per l’azienda idrica, tra le richieste di maggiore trasparenza avanzate dai sindaci, le questioni legate al personale e alla dirigenza e la necessità di consolidare il percorso di risanamento.

Proprio sulla trasparenza, De Felice tiene a precisare che, a suo avviso, il termine non descrive correttamente il momento vissuto dalla società. «Credo infatti che mai come in questo anno la società sia stata veramente una “casa di vetro”», afferma, sottolineando che chiunque abbia voluto approfondire gli atti affidati all’amministratore unico, nell’ambito dell’ordinaria amministrazione, ha sempre trovato disponibilità e porte aperte.
L’amministratore unico riconosce comunque l’importanza delle richieste avanzate dai soci e spiega di aver voluto convocare l’assemblea proprio per consentire un confronto più diretto sulle scelte gestionali, al di là dell’appuntamento di giugno per l’approvazione del bilancio. «Questa è una società a totale partecipazione pubblica. Parliamo di acqua pubblica e la gestione deve essere improntata a criteri pubblicistici; è evidente, quindi, che la figura dell’uomo solo al comando non abbia alcun senso», dichiara.
De Felice precisa inoltre che, per gli atti che non richiedono statutariamente l’approvazione dell’assemblea, opera assumendosi le proprie responsabilità e chiedendo sempre l’autorizzazione del tribunale. «Nessuno degli atti di ordinaria amministrazione da me assunti in questi mesi è stato privo del consenso o, quantomeno, di un implicito placet da parte del tribunale», sostiene. L’obiettivo, aggiunge, è portare avanti un percorso di confronto senza contrapposizioni, perché «il nostro compito e il mio mandato sono far andare bene la società».
Tra i temi centrali affrontati nell’assemblea c’è quello del personale, che De Felice definisce il «tema fondante» di Alto Calore. L’organico, spiega, è stato assunto in gran parte molti anni fa e presenta un’età media elevata, diminuita solo di recente grazie all’assunzione di 57 agenti tecnici interinali. A questo si aggiunge, secondo l’amministratore unico, la necessità di adeguare l’organizzazione del lavoro agli obiettivi e alle modalità operative delle pubbliche amministrazioni moderne.
Da qui la decisione di ridefinire la catena di comando e nominare, per il momento, due dirigenti. De Felice richiama l’esempio di altre società del settore idrico, come Gori e ABC, evidenziando che una società per azioni non può fare affidamento soltanto su funzionari quadro, con il rischio che i diversi uffici procedano separatamente anziché lavorare in modo integrato.
Sul fronte delle nuove nomine, l’amministratore unico annuncia che il tribunale ha già autorizzato il bando per un dirigente tecnico. «Il bando è pronto e sto aspettando solo di superare l’udienza con Ecom per pubblicarlo», spiega. La nuova figura sarà retribuita utilizzando i risparmi derivanti dalle dimissioni del precedente direttore generale. L’intenzione è completare così la struttura dirigenziale con una figura dedicata all’area tecnica, anche in vista dell’avvio dei prossimi progetti.
Quanto alla situazione economica, De Felice non nasconde che il miglioramento dei conti procede lentamente e punta sul rafforzamento delle attività di riscossione per aumentare gli incassi. Tra le misure annunciate c’è una gara temporanea per il servizio di riscossione, della durata di 24 mesi, che, secondo le previsioni dell’amministratore unico, dovrebbe essere bandita a breve.
L’obiettivo è ottenere maggiori incassi, aumentare il numero delle letture e incrementare i distacchi per gli utenti inadempienti che non pagano le bollette.
Un altro capitolo riguarda i crediti ancora da riscuotere. De Felice cita in particolare Gesesa e l’ASL di Avellino, indicando che entrambe devono somme significative ad Alto Calore. «Sono intenzionata a chiudere delle transazioni con questi soggetti, esattamente come i nostri grandi creditori hanno voluto chiudere delle transazioni con noi», afferma, rivendicando la necessità di applicare lo stesso criterio sia quando la società deve pagare sia quando deve incassare.
La linea indicata dall’amministratore unico è dunque quella di proseguire nel percorso di riorganizzazione interna, rafforzare la struttura dirigenziale e lavorare sul recupero delle risorse economiche, mantenendo aperto il confronto con i sindaci soci e con il territorio. Un percorso che, nelle intenzioni di De Felice, dovrà accompagnare il rilancio di Alto Calore e garantire una gestione pubblica dell’acqua sostenibile nel tempo.
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