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Agricoltura, dopo Milano, Parma e Vittoria la mobilitazione COAPI arriva ad Avellino: “Il cibo non è una merce”

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Agricoltura, dopo Milano, Parma e Vittoria la mobilitazione COAPI arriva ad Avellino: “Il cibo non è una merce” – AVELLINO – Dopo le mobilitazioni di Milano, Parma e Vittoria, la protesta promossa dal coordinamento COAPI arriva ad Avellino, dove domenica 25 gennaio saranno gli agricoltori irpini a scendere in piazza con i trattori per difendere l’agricoltura di territorio e la sovranità alimentare. La tappa avellinese, promossa dal Comitato Agricoltori Avellinesi M.V.S., si inserisce in un percorso più ampio di attenzione e mobilitazione che attraversa il Paese, pur mantenendo un carattere fortemente legato ai bisogni e alle specificità del territorio. Al centro dell’iniziativa c’è la critica agli accordi di libero scambio, a partire dal trattato UE–Mercosur, considerati incompatibili con la tutela dell’agricoltura locale. «Non siamo contrari al commercio internazionale – spiega Roberto Lauro, presidente del Comitato Agricoltori Avellinesi M.V.S. – ma a un modello che mette in concorrenza sistemi agricoli profondamente diversi. Parlare di reciprocità è fuorviante: anche quando è scritta nei trattati, nella pratica è impossibile da garantire».Secondo Lauro, l’agricoltura non può essere trattata come una semplice variabile economica. «Il cibo non è una merce come le altre. Gli agricoltori non sono merce di scambio e i consumatori non sono cavie. Quando si sacrificano i territori, a pagare non sono solo i produttori, ma l’intera comunità».La mobilitazione nasce da una condizione economica sempre più critica per molte filiere agricole, schiacciate tra costi di produzione in costante aumento e prezzi all’origine che spesso non garantiscono la sopravvivenza delle aziende. Latte, grano, olio e ortofrutta sono tra i comparti maggiormente colpiti, mentre cresce il peso delle importazioni e il potere dei grandi operatori lungo le filiere. «Se l’agricoltura di territorio scompare – sottolinea Lauro – il cittadino perde il controllo su ciò che mangia e diventa sempre più dipendente da filiere lunghe e opache».Proprio per questo, l’iniziativa di Avellino vuole essere anche un momento di confronto pubblico. Il Comitato rivolge un invito aperto a tutti gli agricoltori, alle associazioni dei consumatori, alle realtà sociali e ambientali e ai semplici cittadini a partecipare alla mobilitazione, per costruire insieme una difesa concreta della sovranità alimentare e del diritto a un cibo sano, sicuro e prodotto nel rispetto dei territori.La manifestazione prenderà il via alle ore 15:00 con il raduno dei trattori in Piazza Kennedy (ex Piazza Macello). Seguirà la marcia dei mezzi agricoli per le vie della città, quindi il rientro in Piazza Kennedy, dove è prevista una forte manifestazione di rabbia e denuncia. A seguire, agricoltori e cittadini si muoveranno a piedi in corteo fino a Piazza Libertà, dove si terrà un confronto pubblico aperto alla cittadinanza.La tappa di Avellino conferma così la volontà del COAPI di portare nelle piazze italiane una riflessione profonda sul futuro dell’agricoltura, del cibo e dei territori, trasformando il disagio diffuso in partecipazione e consapevolezza collettiva.

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Marika Cifiello
Marika Cifiellohttp://www.avellinozon.it
Sono Marika Cifiello nata ad Avellino. Giornalista pubblicista, iscritta all'Ordine della Campania,attualmente Caporedattrice per la testata online Avellino Zon e collaboro a richiesta con altre testate presenti sul territorio. Da sempre interessata alla lettura e alla psicologia, sempre attiva ed impegnata nel sociale, volontaria negli anni in varie associazioni, Fare Verde per l'ambiente, Centro Autismo dove seguivo dei ragazzi della provincia avellinese. La passione per il giornalismo d'inchiesta mi ha spinto verso le prime esperienze in una emittente televisiva locale, poi in varie testate giornalistiche locali. Istintivamente attratta dalle notizie di stretta attualità, coniugo la capacità di reperire notizie in prima persona ad una naturale predisposizione e sensibilità che, negli anni, mi ha permesso di vivere attivamente alcuni dei fatti più eclatanti rimasti impressi nel territorio irpino.
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