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Ampio fronte del No contro il nuobo impianto industriale Maxi eolico proposto da Aukera Italy sul territorio di Lacedonia

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Ampio Fronte del NO contro il nuovo impianto industriale MAXI‐EOLICO proposto da AUKERA Italy sul territorio di Lacedonia (AV). –  Si  allarga  il  fronte  di  opposizione  al  progetto  di  impianto  maxi‐eolico  industriale  proposto  dalla società  AUKERA  Italy  srl  nel  territorio  comunale  di  Lacedonia  (AV).  L’intervento  prevede  la realizzazione  di  5  torri  eoliche  da  6  MW,  alte  oltre  200  metri  ciascuna,  accompagnate  da cavidotti,  elettrodotti  e  nuove  strade  di  accesso  per  diversi  chilometri,  con  un  impatto paesaggistico e ambientale rilevantissimo intorno al Monte Origlio, la vetta dell’Irpinia d’Oriente. 

Contro  il  progetto  si  sono  espresse,  con  articolate  osservazioni  presentate  agli  uffici  regionali, cinque  Associazioni  di  rilievo  nazionale  ‐  Italia  Nostra,  Mountain  Wilderness  Italia,  A.N.P.A. (Associazione nazionale produttori agricoli), Archeoclub d’Italia, O.R.M.E.  (Osservatorio Risorse & Monitoraggi Ecosistemici) ‐ insieme a 15 aziende agricole operanti sul territorio e, oltre i termini, il Comune di Lacedonia. Lacedonia  è  già  oggi  il  secondo  comune  d’Italia  con  il  più  alto  numero  di  torri  eoliche,  subito dopo Bisaccia. Un dato che rende evidente come l’Alta Irpinia abbia già pagato un prezzo altissimo in termini di consumo di suolo, frammentazione e stravolgimento del paesaggio e pressione sugli ecosistemi. Forte è la preoccupazione di Associazioni e cittadini per la vicinanza delle mega‐torri eoliche ai siti culturali tutelati  (Appia Antica, villaggi preistorici, via della Transumanza), a siti strategici come bacini e condotte idriche dell’Acquedotto Pugliese, nonché ad aree naturalistiche di straordinario pregio,  tra  cui  Monte  Origlio,  la  valle  del  fiume  Osento  con  il  Lago  San  Pietro  protetto dall’Unione Europea, il bosco del Monte e il bosco del Salaco, luoghi di elevato valore ambientale, storico e identitario. Italia Nostra  ribadisce  che  la  transizione  energetica  con  l’eolico  selvaggio  non  può  stravolgere completamente  territori  di  tale  importanza.  L’Alta  Irpinia  non  può  essere  considerata  terra  di conquista per gli speculatori, senza alcuna pianificazione e reale tutela del patrimonio naturale e culturale. Il silenzio delle istituzioni e in particolare delle amministrazioni comunali, rappresenta il primo e più  pericoloso  alleato  della  devastazione  ambientale  in  atto.  Non  è  ammissibile  far  gestire  il proprio  territorio  da  società  poste a  1.000  km  di  distanza. E’ un  vero e  proprio COLONIALISMO ENERGETICO! È  quindi  necessario  un  cambio  di  passo  immediato:  Trasparenza,  Partecipazione  delle  comunità locali e Visione di sviluppo realmente sostenibile che non contrapponga la transizione energetica alla tutela dell’Ambiente, del Paesaggio e delle Popolazioni. 

continua su Avellino zon Montoro – Spendita di banconote false e possesso di arnesi da scasso: i Carabinieri arrestano un 40enne e denunciano due complici

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Avellinozon è un giornale della Provincia di Avellino online dal 2015
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