Avellino, Giornata Antiracket: denunciare è possibile, lo Stato e la rete non lasciano soli – Avellino torna a interrogarsi sul peso della criminalità sull’economia locale. Questa mattina, nella Sala Blu del Carcere Borbonico, SOS Impresa Avellino ha promosso la Giornata Nazionale Antiracket. Un momento di confronto, memoria e testimonianza dedicato alla lotta contro usura ed estorsioni e al sostegno di chi sceglie di denunciare.

Avellino non abbassa la guardia contro usura ed estorsioni. Questa mattina, nella Sala Blu del Carcere Borbonico, si è celebrata la Giornata Nazionale Antiracket, promossa da SOS Impresa – Rete per la Legalità, con un incontro dal titolo emblematico: “Irpinia sotto assedio: la camorra minaccia l’economia e il sospetto del pizzo dietro la movida violenta”.

Un appuntamento sobrio ma denso di contenuti, che ha messo al centro i segnali di una pressione criminale spesso silenziosa, ma capace di incidere profondamente sul tessuto produttivo e sociale della provincia. A moderare il dibattito il direttore Gianni Festa. Tra gli interventi il presidente di SOS Impresa Domenico Capossela, affiancati dagli avvocati Francesco Pugliese e Rosaria Vietri, da anni impegnati nella difesa delle vittime di racket e usura. Presente anche il Comune di Avellino, che nelle scorse settimane ha aderito al protocollo di SOS Impresa. Con gli interventi dal palco delle forze dell’ordine, con il Questore Picone e il Colonnello dei carabinieri Zito.

Il commissario Perrotta ha sottolineato l’importanza di una risposta che non sia solo repressiva: «La lotta contro racket e usura non può essere affidata esclusivamente alle forze dell’ordine. Serve una battaglia culturale, una rete tra istituzioni, associazioni e comunità. Solo così è possibile rafforzare la prevenzione e far sentire le vittime meno sole».
Un messaggio rivolto anche ai più giovani studenti, protagonisti della mattinata con la premiazione delle scuole che hanno partecipato al concorso “Noi contro usura e racket”, a conferma del ruolo centrale dell’educazione nella costruzione di una cultura della legalità consapevole e duratura.





Nel suo intervento, Domenico Capossela ha lanciato un allarme chiaro sulla situazione in Irpinia: «Sedici anni fa, quando nacque la nostra associazione, certi episodi non esistevano. Oggi registriamo una crescente sudditanza psicologica di parte dell’imprenditoria locale verso una criminalità che spesso arriva da fuori. Sta passando una mentalità dell’illegalità che non apparteneva a questo territorio». Capossela ha ribadito come la paura della denuncia sia spesso legata alla sfiducia nello Stato, nonostante – ha ricordato – in tutti i casi seguiti dall’associazione le istituzioni abbiano garantito tutela e supporto: «Bisogna denunciare senza avere paura».
Il momento più toccante dell’incontro è stato la testimonianza diretta dell’imprenditore Franco Palladino, che ha raccontato il suo lungo calvario tra usura, violenze, isolamento sociale e perdita dei beni.

Una storia di sofferenza estrema, ma anche di resistenza: «Sono uscito da questa prigione chiamata usura, ma non se ne esce mai davvero. Ti segna per tutta la vita. Ho denunciato e sono stato emarginato, considerato un delinquente solo perché avevo scelto la legalità». Palladino ha ricordato il ruolo decisivo di SOS Impresa, che lo ha accompagnato con un’équipe di professionisti, e ha lanciato un appello alle istituzioni affinché venga ridotta la lentezza burocratica e garantita maggiore continuità nei percorsi di tutela. Nonostante tutto, il suo messaggio finale resta chiaro: «Denunciare è l’unica strada possibile».

A fare da filo conduttore dell’intera iniziativa, il ricordo di Libero Grassi, simbolo della ribellione civile alla mafia, con le sue parole ancora oggi attualissime: “Io non pago perché non voglio dividere le mie scelte con i mafiosi. È una questione di dignità”. Una giornata di memoria, denuncia e impegno concreto, che rilancia la necessità di una rete sempre più forte attorno a chi sceglie di stare dalla parte della legalità.
Durante la mattinata, presenti all’evento il dottor Ottavio Barretta Consigliere dell’Ordine dei Commercialisti, anche alcune associazioni con le quali è stato siglato il Patto Antiracket.
L’associazione FenImprese Avellino con delegato Domenico Carrino, per Confcommercio Oreste La Stella e Confesercenti Giuseppe Marinelli.









