Inaugurazione dell’anno giudiziario. L’Ordine degli Avvocati di Avellino discute con i magistrati, il personale e le istituzioni delle criticità della Giustizia Irpina.
Ieri pomeriggio, nell’aula magna del Tribunale di Avellino dedicata al giudice Livatino, per una iniziativa voluta dal Consiglio dell’Ordine, si sono incontrati gli avvocati, i magistrati, togati ed onorari, le istituzioni per discutere delle criticità del sistema giudiziario e delle prospettive di crescita e di miglioramento di una “macchina” rallentata dal Covid, ma alla quale il PNRR vuole imprimere un’accelerazione. Le voci sono molte e, accanto a quelle del Presidente facente funzione del Tribunale, Roberto Melone, e del Procuratore della Repubblica, Domenico Airoma, c’è anche quella del sottosegretario al Ministero della Giustizia senatore Andrea Ostellari.
Non vi è dubbio che la digitalizzazione della Giustizia sia stata la vera rivoluzione degli ultimi anni, con la quale spesso dover fare i conti anche in termini di malfunzionamento e rallentamento, ma il sistema è stato scosso anche dalla recente riforma Cartabia. Ancora molto c’è da fare in termini di informatizzazione, soprattutto nel settore penale, ma il Tribunale di Avellino si distingue per essere un tribunale virtuoso ed al passo coi tempi, come spiega il gip d.ssa Francesca Spella, che non nasconde le criticità pure esistenti. Tuttavia, gli avvocati rivendicano la centralità dell’oralita’ e del contraddittorio in tutti i settori della Giustizia e mal tollerano una frequentazione delle aule di udienza limitata al minimo. Tanti i temi affrontati, dalla situazione delle carceri alla carenza di personale in alcuni uffici giudiziari. Un’occasione di confronto che dovrebbe ripetersi più spesso tra tutti gli operatori della Giustizia che tanto hanno contribuito e possono contribuire alla crescita del Paese.







