Avellino – Il Collettivo Studentesco Irpino intende lanciare un appello alla cittadinanza, alle associazioni e alle forze politiche democratiche per una mobilitazione pubblica. L’evento è previsto per sabato 29 marzo alle ore 18 presso l’ingresso della Villa Comunale di Avellino. L’obiettivo è quello di aprire un confronto sulle preoccupanti tendenze che, secondo gli studenti del collettivo, stanno minacciando i diritti fondamentali. Lo scopo è anche quello di portare l’attenzione sulla diffusione di ideologie neofasciste nelle scuole, dell’incremento delle spese militari e del ddl 1660.

“Antifascismo = Mafia”: il caso scuola
Negli ultimi mesi, gli studenti hanno assistito alla diffusione di narrazioni storicamente infondate e alla comparsa di striscioni con slogan provocatori come “Antifascismo = Mafia”. Un messaggio apparso in tante, troppe scuole d’Italia, che il Collettivo definisce inaccettabile. Una narrazione falsata che tende a delegittimare ed infangare la memoria della Resistenza. Secondo gli studenti, le istituzioni scolastiche non hanno preso una vera e propria posizione contro questi episodi, scegliendo spesso di minimizzare o addirittura ignorare quanto accaduto. Per questo, dopo un primo confronto con i rappresentanti d’istituto, il dibattito è stato allargato a tutti.
Il nodo del riarmo
Gli studenti guardano anche al contesto politico generale, esprimendo preoccupazione per la direzione presa dal governo italiano e dall’Unione Europea. In particolare, nel comunicato diffuso dal collettivo si sottolinea la vicinanza tra le destre sovraniste europee, come l’AfD in Germania e il Partito Repubblicano negli Stati Uniti, accusati di promuovere visioni autoritarie e di alimentare tensioni internazionali. In questo quadro, viene duramente criticata l’approvazione del piano “ReArm Europe”, che prevede un forte aumento delle spese militari. Per gli studenti, destinare risorse al riarmo significa togliere fondi a settori essenziali come sanità, istruzione e welfare.

Le contestazioni al Ddl 1660
Un altro punto centrale della mobilitazione riguarda il disegno di legge 1660, attualmente sotto esame del Senato e criticato aspramente da molti. Secondo il giurista Patrizio Gonnella, presidente dell’associazione Antigone, si tratta del “più grande e pericoloso attacco alla libertà di protesta nella storia repubblicana”.


Il disegno di legge introduce venti nuovi reati e inasprisce pene per alcuni già esistenti. Tra le misure più contestate dal collettivo c’è la criminalizzazione dei blocchi stradali, con pene fino a due anni. Inasprite le aggravanti per chi protesta contro grandi opere pubbliche, come nel caso del Ponte sullo Stretto e pene fino a vent’anni di reclusione per chi protesta nei Centri di permanenza per il rimpatrio (Cpr) o nelle carceri. Un disegno di legge che tende a reprimere determinate fasce sociali, colpendo immigrati, senzatetto, occupanti di case, detenuti ed ex detenuti, oltre che gli attivisti. Probabilmente, come è già accaduto per precedenti decreti sicurezza, molte disposizioni verranno bocciate dalla Corte Costituzionale. Ma il rischio è che nel frattempo venga applicato lo stesso, limitando fortemente il diritto di protesta e rendendo ancora più difficile manifestare il dissenso.
“Uniamoci e resistiamo”

Il Collettivo Studentesco Irpino invita tutte le realtà antifasciste e democratiche a partecipare all’assemblea del 29 marzo. Per discutere collettivamente di questi temi e costruire una rete di resistenza attiva, con l’obiettivo di difendere diritti e libertà.
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