Caposele ( Av) – Nella Sala Houston in Piazza Sanità a Caposele si sono incontrati sabato pomeriggio i tre comitati per il No, Società civile per il NO, E’ giusto dire No e Avvocati per il NO, per illustrare le ragioni, giuridiche e non solo, dell’opposizione a questa riforma della Giustizia inefficace e molto pericolosa
Con l’avvicinarsi delle date del Referendum del 22 e 23 marzo si fa più acceso il dibattito che vede contrapporsi le ragioni del No e quelle del SI alla cd. Riforma Nordio della Giustizia. Mentre gli “operatori” della Giustizia hanno le idee chiare sul voto da esprimere (pur in un’eterogeneità di posizioni, sia tra i magistrati che tra gli avvocati), più difficile è far arrivare il significato e la portata del quesito referendario alla gente comune. Si tratta, infatti, di un voto per molti aspetti “tecnico”, ma allo stesso tempo assolutamente politico per l’incidenza innegabile sull’assetto dei poteri nel nostro Stato.

Lo dicono chiaramente i due magistrati seduti al tavolo dei relatori, il Sostituto Procuratore della Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli dr. Woodcock, e il Consigliere della Corte d’Appello di Napoli e Vice Presidente dell’ANM dr. De Chiara, bisogna superare l’impasse di incontri che finiscono per parlare ad operatori della Giustizia che già hanno deciso come votare e, semplificando e chiarendo il contenuto del contenuto, arrivare ai cittadini, che di questa riforma saranno le vittime principali. Immaginare, infatti, un Pubblico Ministero trasformato in un “Super Poliziotto” nelle mani dei Governi è quanto di più deleterio si possa pensare di offrire ai cittadini, soprattutto quelli delle fasce più deboli, per la tutela dei loro diritti.
Un aspetto, dicono tutti i relatori, deve arrivare chiaro ai cittadini ma anche agli operatori del diritto, si va a votare un “pacchetto” di modifiche alla nostra Costituzione e non è immaginabile che chi è favorevole alla separazione delle carriere voti la riforma pur ritenendo profondamente ingiusto ed iniquo il meccanismo del sorteggio scelto per comporre i due Consigli Superiori della Magistratura. “Gli effetti collaterali – dice Woodcock, facendo riferimento anche alla posizione assunta dall’ex Presidente della Corte Costituzionale Barbera – sono i civili che cadono in una guerra! La cosa mi lascia esterrefatto, perché si è disposti ad accettare una Legge che non è neanche passata per il Parlamento e che ha un’intentio complessiva ben più ampia della separazione delle carriere“.

Al tavolo dei relatori anche gli avvocati Pasquale Acone e Raffaele Tecce, del Foro di Avellino, a sottolineare che, nonostante la posizione assunta dai vertici dell’avvocatura, una larga fetta di avvocati è contraria a questa riforma. Lo evidenzia anche l’avv. Battaglia, Presidente del comitato Avvocati per il No, che in collegamento da Palermo sottolinea come il comitato sia partito da 11 avvocati per arrivare oggi ad oltre 1000, perché il timore di un’ingerenza politica nella magistratura ed il rischio di sovvertire la separazione dei poteri è avvertito forte anche dagli avvocati.
Da sottolineare anche l’intervento del Prof. Avv. Giorgio Fontana, che ha evidenziato la delicatezza del periodo storico in cui si sta portando avanti un attacco al nostro sistema democratico e alla nostra Costituzione. Siamo in guerra, ci siamo entrati per un atto di forza di chi ormai ritiene di poter imporre la propria volontà senza alcun filtro democratico, il pericolo di una deriva autoritaria deve esser quindi valutato con estrema attenzione.
Per la cronaca, pochi metri più sotto di Piazza Sanità a Caposele, in una sovrapposizione di orario con l’evento dei comitati per il NO, è stato organizzato anche un evento per il Si da Fratelli d’Italia. E’ importante che i cittadini, soprattutto gli indecisi, prendano parte a questi incontri per essere informati e provare a dire consapevolmente la loro su questa riforma della Giustizia.
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