Crisi idrica in Irpinia: tensioni all’Alto Calore, rinvio aumenti tariffari e dimissioni di Antonello Lenzi –
Avellino – L’Amministratore Unico di Alto Calore Servizi, Antonio Lenzi, dopo aver espresso già in passato forti preoccupazioni per l’aggravarsi della crisi idrica in Irpinia, caratterizzata da una drastica riduzione delle portate e perdite di rete fino al 70 %. Oggi si è dimesso dal ruolo di amministratore unico dell’ente Alto Calore.
Nei giorni scorsi, in risposta ai crescenti disservizi, Lenzi aveva convocato d’urgenza un’assemblea dei soci, dopo la quale successivamente l’Ente Idrico Campano (EIC) ha deciso di rinviare la ratifica degli aumenti tariffari previsti, suscitando stupore tra i sindaci e tensioni all’interno del gestore. Durante l’assemblea, Lenzi aveva chiarito che “fino a dicembre non ci saranno aumenti”, aggiungendo che era in corso un dialogo con la Regione Campania per attivare una finanza-ponte, in modo da posticipare eventuali rialzi tariffari al 2026. Questa decisione nasce non solo dall’urgenza di evitare nuovi disagi alle famiglie già alle prese con disservizi idrici e mancanza d’acqua, ma anche da un contesto di difficoltà finanziarie e gestionali dell’azienda, alle prese con un concordato preventivo, un debito rinegoziato e investimenti necessari per la rete idrica. La crisi attuale — definita una delle più gravi nella storia dell’Alto Calore — è aggravata da una riduzione della disponibilità idrica del 43 % rispetto alla media 2011‑2023, oltre a gravi carenze nei serbatoi di Cassano Irpino e nei pozzi acquiferi come Sorbo Serpico. L’appello dell’amministratore Lenzi era dunque chiaro: si chiede un coinvolgimento reale dei sindaci soci, una revisione delle scelte tariffarie in modo trasparente, e misure di sostegno finanziario per mantenere il servizio pubblico dell’acqua. Questa mattina, arriva la notizia delle sue dimissioni.

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