Don Vitaliano e Gesù Bambina: il Natale che sfida la coscienza – A Capocastello il presepe diventa domanda – C’è un Natale che cerca l’approvazione, e un altro che accetta il rischio del rifiuto. A Capocastello, il presepe allestito nella chiesa non sembra interessato a piacere. Non strizza l’occhio, non semplifica, non si preoccupa di rassicurare. Espone, piuttosto, una frattura.In un tempo in cui anche la religione misura il proprio valore in base ai “mi piace”, l’operazione di don Vitaliano della Sala va in direzione opposta – sottrae il presepe alla logica del consenso e lo restituisce alla sua natura originaria di segno disturbante. Perché la Natività, prima di diventare tradizione condivisa, è stata evento scomodo, incomprensibile, persino scandaloso. Il presepe di Capocastello non chiede: “Siete d’accordo?”. Chiede: “Siete disposti a pensare?”. E la differenza è sostanziale.
Nel dibattito che si è acceso attorno alla rappresentazione, si intravede un nervo scoperto della Chiesa contemporanea, il timore di perdere fedeli se si osa troppo, se si parla chiaro, se si toccano temi che dividono. Eppure il Vangelo non è mai stato un testo pensato per tenere insieme tutti. È un racconto che separa, che costringe a scegliere, che non promette unanimità. Gesù nasce fuori dal consenso, vive controcorrente e muore isolato. Pretendere che il Natale sia unanimemente accettato significa averlo già svuotato di significato.

La reazione al presepe di Capocastello racconta più di noi che dell’opera in sé. Racconta una comunità che fatica ad accettare che la fede non coincida con l’abitudine, che il sacro non sia sinonimo di quiete. Racconta il disagio davanti a un simbolo che non consola, ma interroga. Forse il punto non è stabilire se quel presepe “si può fare” o “non si può fare”.
La vera domanda è se siamo ancora disposti a una fede che non cerca applausi, che non ha bisogno di piacere per essere vera. In fondo, il Natale non è nato per essere condiviso da tutti, ma per essere accolto da qualcuno. E a Capocastello, nel silenzio di una chiesa che non promette certezze facili, questo qualcuno è chiamato a decidere da che parte stare.
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