Energia, tensioni nel Golfo e petrolio in rialzo: aumentano benzina e diesel anche in Italia – I timori per le rotte energetiche internazionali spingono i prezzi dei carburanti. In pochi giorni rialzi alla pompa e nuove preoccupazioni per famiglie e imprese.
Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente tornano a influenzare i mercati energetici internazionali e iniziano a produrre effetti anche in Italia. I timori riguardano soprattutto possibili ripercussioni sul traffico delle petroliere attraverso lo Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più strategici al mondo per il trasporto di petrolio e gas.
Eventuali rallentamenti o blocchi nelle rotte marittime potrebbero ridurre l’offerta globale di energia, con conseguente aumento dei prezzi del greggio e dei carburanti. Lo stretto, che collega il Golfo Persico all’Oceano Indiano, è attraversato ogni giorno da una quota significativa delle esportazioni mondiali di petrolio provenienti da Paesi produttori come Qatar, Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti.
Gli effetti della tensione sui mercati si stanno già riflettendo sui distributori italiani. Secondo le rilevazioni pubblicate da ANSA e dai dati elaborati da Staffetta Quotidiana, il prezzo medio nazionale della benzina self service ha raggiunto circa 1,74 euro al litro, mentre il diesel è arrivato a circa 1,86 euro al litro (rilevazioni del 6 marzo 2026).
In alcuni casi, soprattutto sulla rete autostradale, i prezzi risultano ancora più elevati: il gasolio servito può arrivare fino a 2,20 euro al litro, mentre la benzina supera i 2 euro al litro (dati diffusi il 6 marzo 2026).
Gli aumenti si sono verificati nel giro di pochi giorni. Secondo l’Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, il rialzo medio è stato di oltre 9 centesimi al litro per la benzina e quasi 19 centesimi per il gasolio rispetto alla settimana precedente (dati aggiornati al 5 marzo 2026).
In alcune regioni del Sud Italia i prezzi risultano particolarmente alti, con valori che in diversi casi superano 1,80 euro al litro per la benzina, confermando un trend di rincari che sta interessando l’intero Paese.
Il governo ha annunciato controlli lungo tutta la filiera della distribuzione per verificare eventuali anomalie o speculazioni sui listini. Le verifiche saranno condotte anche dalla Guardia di Finanza per garantire trasparenza nella formazione dei prezzi.

Se la situazione internazionale dovesse rimanere instabile, gli analisti non escludono ulteriori rincari nelle prossime settimane. L’aumento del costo dell’energia rischia infatti di riflettersi non solo sui carburanti ma anche sulle bollette di gas ed elettricità e, più in generale, sull’inflazione e sul costo dei trasporti.
Dal generale al particolare, già in Campania i primi effetti sono gli occhi…e le tasche di tutti. Qualche ora fa, il sindaco di Benevento Clemente Mastella ha richiesto dei controlli ai distributori per evitare speculazioni sui prezzi. Queste le dichiarazioni:
“Ho chiesto al Comandante della Guardia di Finanza di attivare, in collaborazione con la Polizia Municipale, i controlli presso le stazioni di rifornimento per il carburante. Molti cittadini mi hanno segnalato aumenti ingiusticati alla pompa, benché i distributori siano stati riforniti in un periodo precedente alla scoppio della tempesta bellica in Medio Oriente. Non sarebbe tollerabile che con l’alibi della guerra, si operassero speculazioni e si danneggiassero i cittadini. Già da lunedì i controlli saranno operativi” (06/03/26).


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