Ex ArcelorMittal, un anno dopo: il 12 marzo sindacati in piazza ad Avellino per lavoro e reindustrializzazione – AVELLINO – A dodici mesi dalla chiusura dello stabilimento irpino della multinazionale dell’acciaio ArcelorMittal, le sigle metalmeccaniche FIM, FIOM, UILM e UGLM annunciano una manifestazione pubblica per il 12 marzo 2026 davanti alla Prefettura di Avellino.

L’iniziativa cade nell’anniversario dello stop alle attività produttive e punta a riaccendere i riflettori su una vertenza che, secondo i sindacati, non ha ancora trovato una soluzione credibile.“Il lavoro non si spegne. Senza industria non c’è futuro” è il messaggio scelto per la mobilitazione.

Uno slogan che racchiude la preoccupazione per le conseguenze occupazionali e sociali della chiusura, ritenuta un duro colpo non solo per i lavoratori direttamente coinvolti ma per l’intero sistema economico provinciale.A un anno di distanza, spiegano le organizzazioni sindacali, non si è ancora concretizzato un progetto capace di garantire il riassorbimento degli addetti e il rilancio produttivo del sito. Per questo la richiesta resta netta: riaprire lo stabilimento e avviare un percorso serio e condiviso di reindustrializzazione, con il coinvolgimento delle istituzioni e delle parti sociali. La scelta della Prefettura come luogo della manifestazione vuole sottolineare il ruolo di coordinamento istituzionale nella gestione della crisi industriale. L’obiettivo è sollecitare un’assunzione di responsabilità da parte di tutti i livelli di governo, in una fase considerata decisiva per il futuro dell’area.Nel corso della giornata sarà ribadito anche il sostegno all’iniziativa dell’assessore regionale Fulvio Bonavitacola, impegnato nella ricerca di una soluzione che possa offrire nuove prospettive occupazionali ai lavoratori licenziati. La vertenza si inserisce in un contesto più ampio di difficoltà per le aree interne del Mezzogiorno, segnate da spopolamento e deindustrializzazione. Secondo i sindacati, la chiusura di ogni presidio produttivo accelera un processo di indebolimento economico e demografico che rischia di diventare irreversibile.Da qui l’appello a politiche industriali strutturate, investimenti in infrastrutture e una strategia di sviluppo che rimetta al centro industria e lavoro. Per FIM, FIOM, UILM e UGLM la mobilitazione del 12 marzo rappresenta non solo una ricorrenza simbolica, ma un passaggio cruciale per il futuro dell’Irpinia.
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