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La Gadit-odv sez Avellino vuole fare chiarezza sulla figura delle guardie zoofile

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La Gadit-odv sez Avellino vuole fare chiarezza sulla figura delle guardie zoofile – Le Guardie Zoofile Ambientali con titolo di P.G rilasciato dall’ UTG competente, sono sì volontari, nel senso che non percepiscono alcuno stipendio, ma non sono semplici associazioni di volontariato. Sono agenti di Polizia Giudiziaria, nominati con decreto prefettizio ai sensi dell’art. 138 del TULPS e della Legge 189/2004. Operano in nome e per conto dello Stato e applicano le leggi vigenti in materia di tutela degli animali e dell’ambiente».

Qual è, concretamente, la differenza rispetto al volontariato animalista?

«Sono due mondi diversi, entrambi fondamentali, ma non sovrapponibili. Le associazioni di volontariato svolgono un ruolo preziosissimo: recupero degli animali, assistenza, gestione dei canili, adozioni, emergenze quotidiane. Le Guardie Zoofile, invece, non fanno assistenzialismo: il loro compito è accertare violazioni, redigere atti, elevare sanzioni, segnalare reati e collaborare con l’Autorità Giudiziaria e le forze dell’ordine. Confondere questi ruoli significa svuotare entrambi di efficacia».Eppure spesso soccorrete animali…«È vero, ma va chiarito un punto fondamentale: il soccorso materiale non è la nostra funzione primaria. Se prestiamo prime cure o aiuto immediato è per dovere morale e umano, e avviene in collaborazione con i volontari animalisti. Il nostro ruolo istituzionale resta quello del controllo e dell’applicazione della legge». Le leggi a tutela degli animali esistono, ma vengono rispettate?«Purtroppo no. Dal 2004, con l’introduzione del Titolo IX-bis del Codice Penale, gli animali sono riconosciuti come esseri senzienti. Eppure, ogni giorno assistiamo a violazioni sistematiche, spesso liquidate con un “non lo sapevo”. Ma la legge non ammette ignoranza».

Quali sono le infrazioni più frequenti?

«Tra le più frequenti ci sono ad esempio cani lasciati vagare liberamente, in violazione dell’art. 672 c.p. (malgoverno di animali), con aggravanti in caso di danni o incidenti. Cani privi di microchip, in violazione della Legge 281/91, art. 3: animali invisibili allo Stato, terreno fertile per randagismo e abbandono. L’obbligo scatta entro i primi due mesi di vita o entro 10 giorni dall’adozione. E ancora cani tenuti alla catena, pratica spesso configurabile come maltrattamento (art. 544- ter c.p.). Tra i più grandi c’è l’abbandono di animali: qui parliamo di un reato sanzionato dall’art. 727 c.p. E poi ancor più grave maltrattamenti e uccisioni, puniti dagli artt. 544-bis e 544-ter c.p. Spesso si configura anche l’omissione di soccorso in caso di investimento: chi investe un animale ha l’obbligo di fermarsi e attivare i soccorsi. Le sanzioni, anche penali, sono state inasprite dalla cosiddetta Legge Brambilla, con multe fino a 45.000 euro e, nei casi più gravi, reclusione».Il Presidente provinciale per il nucleo di Avellino A.P vuole ringraziare i suoi volontari per l’impegno che quotidianamente splendono per la causa.

continua su Avellino zon Avellino, incontro in Regione sulla crisi Menarini Bus: Fico ascolta i sindacati

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