Ecco la nota di Info Irpinia contro l’insediamento in Irpinia di una Fonderia ad Alta emissione
“Irpini, amiche e amici, ho appreso che a 𝐋𝐮𝐨𝐠𝐨𝐬𝐚𝐧𝐨 si vorrebbe insediare una fonderia ad alta emissione nel cuore della Valle del Calore, tra vigne, frutteti, borghi e paesaggi che rappresentano l’identità dell’Irpinia. Non è solo una scelta industriale: è una 𝐝𝐞𝐜𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚 𝐢𝐥 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨 di un territorio fragile e prezioso. Ed è una decisione che non possiamo accettare in silenzio.
Le Fonderie Pisano sono state al centro di una condanna della 𝐂𝐨𝐫𝐭𝐞 𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐞𝐚 𝐝𝐞𝐢 𝐃𝐢𝐫𝐢𝐭𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐔𝐨𝐦𝐨, che ha riconosciuto come per anni i cittadini siano stati esposti a gravi rischi ambientali e sanitari senza adeguata tutela da parte dello Stato. Questa non è un’opinione: 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐞𝐧𝐳𝐚. E davanti a un fatto del genere, la domanda è semplice e drammatica:
𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐝𝐨𝐯𝐫𝐞𝐦𝐦𝐨 𝐜𝐨𝐫𝐫𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝐫𝐢𝐬𝐜𝐡𝐢𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐨 𝐪𝐮𝐢?
In questi giorni qualcuno prova a giustificare questa scelta utilizzando 𝐝𝐚𝐭𝐢 𝐬𝐮 𝐚𝐠𝐫𝐢𝐜𝐨𝐥𝐭𝐮𝐫𝐚 𝐞 𝐭𝐮𝐫𝐢𝐬𝐦𝐨, descritti come settori deboli, incapaci di garantire sviluppo e occupazione. È una lettura capziosa. Quei numeri non sono un alibi per giustificare insediamenti inquinanti: sono semmai il 𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐝𝐢 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐦𝐢𝐨𝐩𝐢 e sbagliate che, negli anni, hanno messo in ginocchio soprattutto l’agricoltura, spesso lasciata sola e senza tutele. Se davvero quei dati preoccupano, allora dovrebbero spingerci a 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐬𝐭𝐢𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐟𝐨𝐫𝐳𝐚 e visione proprio in agricoltura di qualità, turismo sostenibile, servizi, infrastrutture e lavoro dignitoso, non a sacrificare salute e ambiente sull’altare dell’emergenza occupazionale.
Comprendo la paura dei lavoratori e il bisogno di un posto di lavoro stabile. Ma 𝐢𝐥 𝐥𝐚𝐯𝐨𝐫𝐨 𝐧𝐨𝐧 𝐩𝐮𝐨̀ 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐚𝐧𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐞𝐭𝐭𝐢𝐯𝐚. Diritto al lavoro e diritto alla salute non sono diritti contrapposti: sono indivisibili. Usare il lavoro come giustificazione per accettare qualsiasi modello produttivo, anche quando mette a rischio intere comunità, è una porcheria: significa 𝐭𝐫𝐚𝐝𝐢𝐫𝐞 sia i lavoratori di oggi sia quelli di domani.
In questi giorni ho sentito anche affermazioni sconcertanti come l’idea di “dare una seconda possibilità” a questa azienda, quasi fosse una questione di indulgenza morale. Ma qui non si parla di redenzione individuale: si parla di 𝐬𝐚𝐥𝐮𝐭𝐞 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚, di ambiente, di scelte irreversibili. E allora una domanda è inevitabile: perché altri comuni del salernitano si sono opposti con decisione a questo insediamento? Perché lì si è detto no, mentre qui qualcuno è 𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐚 𝐟𝐢𝐫𝐦𝐚𝐫𝐞? È evidente che non siamo davanti a una scelta obbligata, ma a una decisione scellerata.
𝐆𝐑𝐀𝐙𝐈𝐄 𝐚𝐥 𝐂𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞 𝐝𝐢 𝐋𝐮𝐨𝐠𝐨𝐬𝐚𝐧𝐨 𝐩𝐞𝐫 𝐢𝐥 𝐬𝐮𝐨 𝐍𝐎.
Il problema dell’Irpinia non è scegliere tra agricoltura, turismo o industria. Il problema è l’assenza di una 𝐯𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐭𝐞𝐠𝐢𝐜𝐚, di una pianificazione seria che dica chiaramente cosa può e cosa non può stare in questo territorio. Senza una strategia condivisa, le aree interne diventano il luogo dove tutto è possibile, anche ciò che altrove viene respinto. È così che si 𝐚𝐥𝐢𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐥𝐨 𝐬𝐩𝐨𝐩𝐨𝐥𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨, la sfiducia, la rassegnazione.
𝐋’𝐈𝐫𝐩𝐢𝐧𝐢𝐚 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐮𝐧𝐚 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐚 𝐝𝐚 𝐜𝐨𝐥𝐨𝐧𝐢𝐳𝐳𝐚𝐫𝐞 né una discarica di decisioni comode. È un territorio che ha già dato troppo e che oggi chiede rispetto. Senza salute non c’è lavoro. Senza ambiente non c’è sviluppo. Senza identità non c’è futuro.
Per questo non possiamo restare in silenzio.
Francesco Celli
Presidente Info Irpinia







