Con un post sui social l’ex sindaco di Montella Ferruccio Capone ritorna sulla vicenda dell’Ospedale di Comunità
“Per dovere sono obbligato, sollecitato anche dagli amici del comitato Pro San Francesco a Folloni, a rispondere agli attacchi del Sig. Buonopane relativi alle attività della comunità dei Frati francescani e della comunità che si è coalizzata per sostenere i nostri francescani nel convento di San Francesco a Folloni e gli interessi del complesso monastico portato alla ribalta nazionale dall’incresciosa diaspora che in questi giorni rimbalzata sui media locali e nazionali.
Per correttezza tralascio gli ingrati addebiti personali, tra l’altro non veritieri, a cui farò brevi cenni per chiarezza.
Nel mentre per conoscenza diretta nella qualità di ex sindaco, nel 2010 fui convocato in Prefettura da un funzionario del Min. Interni ed alla presenza anche di Frate Agnello, mi fu chiesto di sottoscrivere il rinnovo di concessione da parte del Min. Interni edifici di culto (FEC), con la quale concessione obbligava il comune di Montella a rinnovare la concessione del plesso monastico in proprio favore, per poi concederlo a sua volta nuovamente all’ordine provinciale dei francescani, con l’uso del complesso monastico, compreso tutti i giardini. Da precisare che i Frati francescani già dal 1865 gli fu assegnato in esclusiva proprietà, dopo l’unità d’Italia, il vecchio convento e l’uso di tutto il complesso monastico in uno con i giardini.
Questa è la storia che chiarisce senza ombra di dubbio, che a modesto avviso sarà anche il risultato del contenzioso in atto tra comune e Ordine Francescano, che l’edificio oggetto di contenzioso è del Ministero e per tanto mai proprietà comunale né dei Francescani, precisando per dovere che detto stabile, costruito sulla particella 430 dal compianto Padre Silvio iniziato nel lontano 1964, fu costruito dallo stesso Padre Silvio grazie ai suoi sacrifici e stanti, elemosine e contributi di fedeli, benefattori piccoli e grandi ed anche con qualche contributo pubblico. Pertanto quello che è stato costruito con volontà del compianto Padre Silvio era ed è stato sempre nel tempo desiderio di una casa di accoglienza per i fragili a beneficio della comunità montellese e della Valle del Calore.
In questa diaspora il sottoscritto, per i fatti innanzi precisati, si è avvicinato alla comunità francescana nell’intento di dare un contributo di chiarezza prima come amico nonché “piccolo benefattore” da sempre vicino dei francescani, confidente dei compianti Padre Silvio e Padre Paolo, perché chiestomi dato il mio vissuto sia con i francescani che come ex amministratore poiché informato sulla storia dalla costruzione ad oggi. C’è da sottolineare che detto edificio fu concesso dallo stesso Padre Paolo al comune in emergenza Covid, per poi trovarsene privato senza la restituzione delle chiavi e sostituendone le serrature, e questo è un tradimento confidatomi al capezzale di Padre Paolo negli ultimi giorni della sua agonia.
Sulla problematica della proprietà ritengo di essere stato chiaro, sono le carte che parlano, inoltre a riprova posso precisare altresì che nei 10 anni del mio mandato a Sindaco, nell’allegato dei beni patrimoniali allegato al bilancio, lo stabile costruito sulla particella 430, in uno con tutto il complesso monastico, non è stato mai censito e allegato nell’elenco dei beni immobili del patrimonio comunale.
Tutto ciò in questi giorni ho riverificato e scaricato dall’ultimo bilancio comunale il medesimo elenco degli immobili patrimoniali, ebbene in detto elenco il complesso di San Francesco non risulta, fino a qualche giorno fa, proprietà del patrimonio comunale. Questa è la prova testimoniale che il complesso San Francesco, oggi santuario, non è proprietà del Comune di Montella, bensì del Min. Interni edifici di culto (FEC), con beneficiari l’Ordine Francescano.

Questa è la verità, che piaccia o no.
Piccola precisazione sui debiti del comune che riguardano la casa di accoglienza, sono esattamente il taglio che fece sul decreto di finanziamento la Regione Campania relativi al costo delle spese tecniche su un progetto consegnato dall’ordine provinciale dei francescani, pertanto non avendo indetto una gara per la progettazione di evidenza pubblica la Regione effettuò il taglio del costo del progetto.
Ci tengo a precisare che il mio apparire “con il profilo migliore” dinanzi ad una sola telecamera non pensavo potesse ingelosire il sig. Buonopane, che lui sì che appare quotidianamente passerelle utilizzando media a telecomando.
È corretto affermare da parte mia anche l’ottima visione per l’ottenimento del finanziamento per l’Ospedale di comunità, per il quale si doveva considerare una soluzione più consona ed utilizzare detto contributo potenziando il nostro distretto sanitario intercomunale già operativo al centro sociale di Montella, con medici e personale sanitario.
Preciso altresì che agli atti del comune nel 2019 risulta una bozza di convenzione con l’ASL per detto ampliamento, che a mio modesto avviso questo finanziamento poteva essere convertito per trasformare l’attuale distretto sanitario intercomunale della Valle del Calore ad Ospedale di comunità, o trasferito in altro stabile nel centro abitato, in quanto lo stabile utilizzato nel plesso di San Francesco costruito sulla particella 430 non risulta adeguato ai requisiti minimi previsti dal Dm. 77/2022 PNR Ministero Sanità, ovvero: assenza di contenzioso, proprietà certa e stabile antisismico. Requisiti che lo stabile non ha.
Concludo nel rinnovare l’auspicio, così come mi ero garbatamente preposto, a conciliare e convergere tutti gli sforzi della comunità dei Frati francescani e dell’amministrazione comunale per ricomporre con armonia la frattura che si è creata nella comunità montellese ed oltre, costituendo possibilmente un tavolo e raggiungere una ragionevole conclusione nell’interesse di tutti e della comunità intercomunale.
Spero che questo comunicato non turbi gli equilibri e i rapporti della mia famiglia con l’istituzione comunale, così come la maggior parte delle famiglie Montellesi, per ottenere i dovuti servizi.







