Con un post sui social Azione Popolare è intervenuta sull’Ospedale di Comunità di Montella provando a chiarire la sua posizione
Un comunicato a firma di Salvatore Cianciulli capogruppo di opposizione al comune di Montella
𝐅𝐚𝐜𝐜𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐮𝐧 𝐩𝐨’ 𝐝𝐢 𝐜𝐡𝐢𝐚𝐫𝐞𝐳𝐳𝐚
La posizione di Azione Popolare sull’Ospedale di Comunità è chiara da tempo, dentro e fuori il Consiglio comunale. Non abbiamo mai voluto trasformare questa vicenda in uno scontro politico né alimentare polemiche sterili. Siamo convinti dell’utilità del progetto non solo per Montella ma per l’intera Alta Valle del Calore.
Proprio per questo siamo preoccupati circa la sua fattibilità, che crediamo possa vacillare se ci si ostina a prevederlo in un luogo in cui non si è titolati a farlo e senza i vincoli antisismici previsti nella misura PNRR.
𝐀𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐬𝐞𝐦𝐩𝐥𝐢𝐜𝐞𝐦𝐞𝐧𝐭𝐞 𝐫𝐢𝐜𝐡𝐢𝐚𝐦𝐚𝐭𝐨 𝐥’𝐚𝐭𝐭𝐞𝐧𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐬𝐮 𝐝𝐮𝐞 𝐧𝐨𝐝𝐢 𝐟𝐨𝐧𝐝𝐚𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐥𝐢:
- 𝐋𝐚 𝐭𝐢𝐭𝐨𝐥𝐚𝐫𝐢𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐦𝐦𝐨𝐛𝐢𝐥𝐞
- 𝐋’𝐢𝐝𝐨𝐧𝐞𝐢𝐭𝐚̀ 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐞 𝐞 𝐬𝐢𝐬𝐦𝐢𝐜𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐞𝐬𝐬𝐨
- 𝐋𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐞𝐭𝐚̀ 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐢𝐦𝐦𝐨𝐛𝐢𝐥𝐞
Abbiamo sempre sostenuto, con coerenza in ogni seduta consiliare, che la proprietà dello stabile non appartenesse né ai frati né al Comune di Montella, bensì al FEC.
Lo abbiamo ripetuto più volte all’amministrazione comunale, senza mai essere ascoltati.
Oggi, alla luce delle dichiarazioni ufficiali della dirigente ASL che richiede documentazione certa attestante la titolarità del bene in capo al Comune, emerge un fatto oggettivo e incontrovertibile: se oggi i lavori non sono iniziati è perché il Comune non è in grado di presentare un titolo di proprietà chiaro e formalmente valido.
Non si tratta di opinioni, ma di un presupposto giuridico essenziale. Senza titolo, non si può procedere.
Qualora il progetto dovesse arrestarsi per questioni legate alla proprietà, la responsabilità ricadrebbe esclusivamente sul sindaco, sull’intera amministrazione comunale e sugli uffici tecnici che hanno avallato questo percorso. Non certo su di noi, che non abbiamo alcun potere decisionale e che abbiamo esercitato esclusivamente il nostro dovere di vigilanza.
Nell’ultima delibera di giunta, peraltro, si legge che l’immobile è “di proprietà e/o comunque in detenzione”: una formula che evidenzia un’incertezza giuridica incompatibile con un investimento pubblico di tale portata.
Ricordiamo inoltre che il Comune ha sottoscritto con l’ASL un comodato d’uso gratuito trentennale ritenendosi proprietario.
Oggi, però, i soggetti effettivamente in campo risultano essere il FEC e l’ASL, che ha in possesso lo stabile e ha presentato il progetto a finanziamento.
Se davvero tutto è in regola, si produca il titolo di proprietà e si consenta l’immediato avvio dei lavori, anche perché le scadenze si avvicinano e i fondi PNRR non attendono. - 𝐋’𝐢𝐝𝐨𝐧𝐞𝐢𝐭𝐚̀ 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐚𝐥𝐞
Il secondo punto riguarda la sicurezza dell’edificio.
Nel 2010 furono realizzati lavori di miglioramento antisismico – in parte sostenuti dagli stessi frati con offerte dei fedeli – ma non un adeguamento sismico completo. Ad oggi l’immobile non risulta adeguato per ospitare una struttura sanitaria quale un Ospedale di Comunità, né risulta presentato al Genio Civile un progetto di adeguamento strutturale. Lo stesso Genio Civile, non avendo ricevuto alcuna documentazione, ha chiesto informazioni ufficiali.
Se sulla proprietà può esservi stata una valutazione errata – in un ambito complesso come quello degli edifici di culto – sull’idoneità strutturale ci saremmo aspettati maggiore prudenza.
La comunità montellese ha già perso un edificio strategico come la scuola di via Don Minzoni proprio per questioni di vulnerabilità sismica. È legittimo chiedere che un presidio sanitario rispetti standard ancora più rigorosi.
𝐔𝐧 𝐩𝐨’ 𝐝𝐢 𝐦𝐞𝐦𝐨𝐫𝐢𝐚
Fa piacere ricordare la delibera del 2007 con cui si procedeva alla sistemazione del fabbricato costruito sul terreno del FEC, con risorse raccolte dai frati attraverso le offerte dei fedeli, per realizzare una Casa di Accoglienza che negli anni ha ospitato pellegrini e giovani.
All’epoca si operava in sintonia con i frati, non in contrapposizione. Si riconosceva il loro ruolo fondamentale per la comunità. Quella struttura è poi divenuta anche loro alloggio. Dopo la disponibilità temporanea concessa per il Centro Covid, i frati si sono ritrovati esclusi dalla struttura, con serrature cambiate e sistemazioni provvisorie in strutture ricettive della zona grazie a benefattori locali. Un passaggio che merita rispetto e verità.
Fu anche una stagione amministrativa particolarmente positiva. Come gruppo Socialista ci occupammo del finanziamento del secondo lotto della casa comunale, ottenendo fondi regionali ed evitando un mutuo già perfezionato a carico dei contribuenti montellesi. Ottenemmo inoltre il finanziamento per la ristrutturazione delle case popolari di Toppolo di Panno. Con le risorse risparmiate avevamo programmato la realizzazione del polo scolastico – oggi finalmente avviato – e l’edificio delle scuole medie, già in accordo con l’ASL, sarebbe diventato il nuovo distretto sanitario con guardia medica, 118 e sede dei medici di base. 𝐐𝐮𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐞𝐫𝐚 𝐥𝐚 𝐧𝐨𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐢𝐝𝐞𝐚 𝐝𝐢 𝐬𝐚𝐧𝐢𝐭𝐚̀ 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚𝐥𝐞.
Il Vice Sindaco Carmelina Chiaradonna, con l’aiuto di Padre Agnello, si occupò invece di ottenere i finanziamenti per la sistemazione della Biblioteca del Convento e della Casa di Accoglienza.
𝐋𝐞 𝐜𝐫𝐢𝐭𝐢𝐜𝐢𝐭𝐚̀ 𝐫𝐞𝐬𝐭𝐚𝐧𝐨
La realizzazione di un Ospedale di Comunità in quella struttura comporterebbe con ogni probabilità la chiusura del convento e la perdita di un punto di riferimento storico, spirituale e sociale per l’intera comunità irpina. Sappiamo che la struttura è molto attesa da operatori sanitari del territorio, formati ad hoc e da qualche aspirante Direttore Sanitario. Proprio per questo servono basi giuridiche e strutturali solide, non forzature.
Avremmo voluto partecipare alla riunione con il Prefetto, essendo stati noi a sollevare formalmente le criticità, ma non siamo stati coinvolti. Continueremo comunque a svolgere il nostro ruolo con senso di responsabilità.
La situazione andava affrontata per tempo, con trasparenza e collaborazione, non con leggerezza.
Sperando di essere stati chiari, auguriamo a tutti maggiore serenità su una questione delicata che riguarda il futuro della nostra comunità.
𝐒𝐚𝐥𝐯𝐚𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐂𝐢𝐚𝐧𝐜𝐢𝐮𝐥𝐥𝐢







