Referendum Giustizia: la Cassazione accoglie nuovo quesito dopo 500mila firme, possibile effetto sulla data del voto – La Corte di Cassazione ha accolto la proposta di nuovo quesito per il referendum costituzionale sulla riforma della Giustizia, presentata da un comitato di 15 giuristi promotori che hanno raccolto oltre 500mila firme. La decisione modifica la formulazione della domanda che verrà sottoposta agli elettori, arricchendola con riferimenti specifici agli articoli della Costituzione interessati dalla riforma. Il quesito originario, già ammesso in Cassazione a novembre e pubblicato in Gazzetta Ufficiale dopo l’approvazione del Parlamento della legge costituzionale sulle “Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare”, si limitava a chiedere se si approvasse quel testo. La nuova versione aggiunge esplicitamente che la legge in questione modifica gli articoli 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110 della Costituzione (comma specificati nel testo), rendendo la domanda più dettagliata rispetto alla natura delle modifiche costituzionali introdotte. La Cassazione, tramite l’Ufficio centrale per il referendum, ha approvato la nuova formulazione ma al momento l’ordinanza ufficiale non è ancora stata depositata. Nodo della data del voto.

La consultazione era stata fissata per il 22 e 23 marzo 2026, come previsto dal decreto di indizione basato sul quesito precedente. La riformulazione operata dalla Corte ha riaperto il dibattito sulla possibile necessità di spostare la data della consultazione, perché la legge prevede termini specifici per l’indizione una volta che il testo del quesito è definito.

Secondo alcuni osservatori, potrebbe essere necessario un nuovo decreto di indizione e un nuovo computo dei termini, con conseguente slittamento della consultazione a dopo metà aprile. Altri costituzionalisti sostengono invece che la data già fissata possa rimanere valida aggiornando semplicemente il quesito, senza nuovi provvedimenti. La decisione finale spetterà agli organi istituzionali competenti, inclusi Quirinale e Governo, sulla base dell’ordinanza definitiva della Cassazione. Questa scelta rappresenta una delle rare volte in cui il quesito di un referendum costituzionale viene modificato dopo l’indizione del voto, e potrebbe avere impatto sia sulla campagna referendaria sia sul coinvolgimento elettorale nei mesi che precedono la consultazione.
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