Sottoposti a sequestro, in tre distinti interventi, oltre 40.000 prodotti non sicuri, privi dei requisiti essenziali previsti dalla normativa in materia di sicurezza. Segnalati alla C.C.I.A.A. di Avellino tre responsabili per l’irrogazione delle sanzioni amministrative.
Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale, nell’ambito dell’esecuzione dei servizi d’istituto volti a verificare il rispetto della normativa nel settore del commercio a tutela della sicurezza del consumatore, nei giorni scorsi, hanno sottoposto a sequestro oltre 40.000 prodotti, tra cui articoli di cancelleria, accessori di carnevale e per la festività di San Valentino, materiale da ferramenta e oggettistica varia, priva dei requisiti essenziali previsti dalla normativa in materia di sicurezza prodotti. L’attività è stata espletata ad Avellino, Ariano Irpino e Serino, nei confronti di attività commerciali che detenevano in vendita i prodotti sugli scaffali, sprovvisti delle indicazioni di legge obbligatorie. In particolare, i militari hanno rinvenuto tale merce non riportante le indicazioni minime in lingua italiana previste dalla normativa sull’etichettatura e sulla sicurezza dei prodotti, riguardanti le informazioni circa il luogo d’origine, il produttore/importatore, le istruzioni, le precauzioni e la destinazione d’uso, nonché il marchio CE, che conferisce al prodotto il diritto alla commercializzazione, alla libera circolazione e all’utilizzazione nel territorio comunitario, attestandone la conformità agli standard di sicurezza imposti dall’Unione Europea. I responsabili sono stati verbalizzati e segnalati alla C.C.I.A.A. Irpinia-Sannio per violazione agli artt. 6-7-9 del d.lgs. 206/2005 (c.d. “Codice del Consumo”), ai fini dell’irrogazione delle sanzioni amministrative previste. L’attività odierna testimonia l’impegno del Corpo, diretto a contrastare in tutta l’Irpinia la diffusione di prodotti non conformi agli standard di sicurezza, contribuendo a garantire una protezione efficace dei consumatori e un mercato competitivo ove gli operatori economici onesti possano beneficiare di condizione eque di concorrenza.







