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La magia della Festa del Libro a Sant’Andrea di Conza

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Torna la Festa del Libro a Sant’Andrea di Conza, organizzata dal Comune in collaborazione con la Pro Loco e le realtà associative del paese, e l’Irpinia diventa per qualche giorno un suggestivo salotto letterario, con grandi ospiti e spettatori entusiasti

Per chi vive in Irpinia (e ormai non solo) ci sono degli appuntamenti imperdibili dei cartelloni estivi dei diversi paesi, che trasformano i piccoli centri in officine di idee e progetti, oltre che in luoghi di incontro per chi crede nella cultura come strumento di crescita e sviluppo. Uno di questi è, innegabilmente, la Festa del Libro a Sant’Andrea di Conza arrivata ormai alla sua XIV edizione. E’ questo che affermano con forza anche i due giovani sindaci di Sant’Andrea di Conza, Pompeo D’Angola, e di Calitri, Attilio Galgano (che a breve ospiterà lo Sponz Fest) che aprono la serata finale della festa. Quest’anno gli ospiti sono particolarmente illustri e coinvolgenti ed a chiudere sono Concita De Gregorio e Roberto Saviano.

Concita De Gregorio presenta il suo ultimo lavoro, “La cura, libro ispirato dall’esperienza del tumore che ha colpito la giornalista ormai quattro anni fa, ma che è soprattutto un’esortazione a scegliere l’amore e la relazione come antidoto ad ogni male. Il racconto della De Gregorio si fa subito intimo e diretto, “nessuno si cura da solo” dice ed “è nella relazione che l’uomo realizza se stesso“. Il libro ripercorre proprio alcuni dei rapporti nati e coltivati durante la malattia e mette il lettore di fronte ad una realtà di cui “non ci si dovrebbe vergognare, perchè non si sceglie“. Il tono è serio quando discorre di temi delicati, come i limiti del sistema sanitario nazionale italiano, il ruolo della scuola, l’assunzione di responsabilità delle nuove generazioni; ma poi c’è spazio per grosse risate quando la De Gregorio racconta che la sua preoccupazione prima del ricovero non è stata la terapia e il suo esito, quanto come avrebbero fatto gli uomini di casa (cinque) a trovare le cose senza di lei!Grande intelligenza, cultura, misura, ma anche grande passione hanno reso l’incontro con la De Gregorio uno dei più belli degli utlimi anni.

L’appuntamento con Roberto Saviano è l’occasione per festeggiare i 20 anni di “Gomorra”, il libro che lo ha reso celebre ma che lo ha anche condannato ad una vita di sacrifici e rinunce. Saviano ha il suo solito eloquio molto chiaro, diretto, coinvolgente; racconta di come il libro abbia avuto una prima fase di pubblicazione molto sotto tono, numericamente limitata, in cui addirittura in una libreria era finito in “turismo”, avendo come sottotitolo “viaggio nell’impero economico della camorra”!Poi tutto è cambiato, sono arrivate le minacce, il libro è stato percepito come una sfida e Saviano ha deciso di non ritirarsi in un paese scandinavo, ma portare avanti quello che altro non era che un racconto romanzato di una realtà che conosceva bene e che, da allora, nessuno ha potuto più fingere di non conoscere. L’incapacità di reagire a quel racconto, dice Saviano, è probabilmente in parte alla base dell’avversione nei suoi confronti: “è come se la gente non accettasse l’idea di rimanere inerte rispetto a quello che ho denunciato e, sentendosi in colpa, finisce per attaccarmi“. “Tornassi indietro, non lo rifarei” dice Saviano con grabde sincerità e, pur consapevoli della perdita di un grande contributo intellettuale, non possiamo non condivere le sue parole.

I due scrittori soddisfano a pieno l’attesa di una piazza gremita, non solo per il livello degli interventi, ma anche per il sentito momento di condivisione che rende la Festa del Libro una grande occasione di confronto. Si prestano entrambi ad un affettuoso firmacopie e contribuiscono a segnare un’ulteriore crescita dell’evento irpino.

Allenare la mente alla cultura, al bello, alle opportunità è l’antidoto migliore per azzerare ogni effetto di quel presunto “declino” al quale il Governo ci ha destinati quali residenti delle aree interne. Non perchè ci si voglia illudere che sviluppo e benessere passino attraverso degli eventi sporadici, ma perchè se si ragiona da protagonisti di una rinascita culturale diventa più semplice immaginare una programmazione futura, ad ampio respiro. Che questi eventi, quindi, siano il pretesto per rilanciare le immense potenzialità di un territorio e delle sue comunità.

continua su avellino zon Avellino, arriva la “Tempesta Silenziosa” di Baricco: il programma del 23 agosto

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