In tutta Italia, decine di manifestazioni spontanee e organizzate si stanno svolgendo in solidarietà con la Flotilla e con la popolazione di Gaza. Cortei, presidi, occupazioni universitarie e scioperi generali sono stati indetti in tante città italiane ed europee; studenti, lavoratori, sindacati e cittadini si sono mobilitati pacificamente per denunciare l’aggressione israeliana e per chiedere un intervento deciso da parte del governo italiano.
Quanto è accaduto nelle scorse ore, la seconda missione umanitaria abbordata illegalmente dalle forze armate di Israele, mantenere un’alleanza con uno Stato criminale che agisce illegalmente in totale impunità da sempre l’aggressione in acque internazionali da parte dell’esercito israeliano, sarebbe di per sé inaccettabile; si aggiunga che l’atto che il diritto internazionale descrive quale condotta di pirateria è stato posto in essere nei confronti della missione umanitaria promossa dalla Global Sumud Flottilla.
Quando la pace ed il rispetto tra uomini non vengono praticate, perdono forza e questo comporta un pericoloso arretramento della democrazia, che precarizza l’intera società. Nel contesto dei conflitti attualmente in corso, non c’è chi non veda una pericolosa azione schizofrenica dell’Italia e della stessa Unione Europea. L’inefficacia e la velleità con cui si è affrontata e si affronta la guerra in Ucraina, lo standard di doppia morale che limita – nella migliore delle ipotesi – ad interventi di circostanza rispetto al genocidio in corso a Gaza, quando non riveste i canoni di una vera e propria complicità criminale – come nel caso dell’Italia -, contribuiscono a favorire ed affermare una globale logica di prepotenza e di sopraffazione.
Gli oltre tre milioni di persone scesi in piazza il 3 e 4 ottobre in tutta Italia “per chiedere la pace” hanno espresso una condanna chiara delle politiche di riarmo orientate da Bruxelles e Washington che il governo Meloni ha sposato in pieno e senza battere ciglio.

Le politiche di riarmo del Governo italiano, dell’Unione Europea e della Nato si presentano in contrasto con i principi costituzionali espressi non solo dalla nostra Carta Costituzionale, ma da quella Europea e dagli stessi principi normativi di convivenza pacifica e democratica tra i popoli, principi che devono ispirare l’azione della comunità internazionale tutta.
Il 25 ottobre la Cgil insieme alle associazioni e alla società civile sarà nuovamente in piazza con una manifestazione nazionale a Roma “Democrazia al Lavoro” per chiedere ancora alle Istituzioni italiane, europee ed internazionali di uscire dalla logica dell’azione militare, operando unicamente sul piano diplomatico per fermare tutte le attività belliche fino ad arrivare alla convocazione di una conferenza di pace sotto l’egida dell’Onu; chiediamo che i Governi si adoperino per costruire un’alternativa mondiale ad un’economia che vive ormai quasi unicamente di processi finanziari, fondandola su una riforma fiscale globale che impatti direttamente sui profitti e sulle rendite, in particolare su quelle sganciate dal controvalore reale dei beni di produzione. Solo in questo modo sarà possibile sostenere un aumento dei salari, delle pensioni e delle forme di tutela individuale, ponendo al centro logiche virtuose nell’economia nazionale e mondiale, mirando alla progressiva eliminazione dei divari economici e sociali.
Siamo convinti che unicamente attraverso la determinazione di modelli economici e di schemi politici che siano strutturalmente concepiti per favorire la riduzione delle diseguaglianze e delle diversità si possa perseguire la strada maestra della pace e del rispetto della vita umana.
L’iniziativa di domani, venerdì 10 ottobre, “Anche se voi vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti” in collaborazione con l’associazione Laika , Casa Naima e l’ordine dei giornalisti con la presenza di Cinzia Sciuto, giornalista e scrittrice e di Don Vitaliano Della Sala ancora una volta ci vedrà in un confronto che tiene insieme temi come la pace,i diritti, il lavoro e la società civile.
📍Bisogna prendere parte e per farlo bene è necessario metterci la faccia.
Venerdì 10 ottobre 2025, alle 16:30, presso il Circolo della Stampa di Avellino (Corso Vittorio Emanuele II, 6), un incontro per riflettere insieme sulla tragedia in corso a Gaza e sulla responsabilità di ciascuno di noi.
A seguire, la proiezione del documentario “No Other Land”.
continua su Avellino zon Israele e Hamas: firmata la prima fase di un accordo per la tregua e il rilascio degli ostaggi







