D’Urso: “Aiutare sì, ma creando lavoro. Solofra non può vivere solo di assistenza”
Solofra è una città che ha costruito la propria identità sul lavoro, sul sacrificio e sulla capacità di rimboccarsi le maniche. È da questo presupposto che il consigliere comunale di Solofra Libera, Antonello D’Urso, interviene nel dibattito politico cittadino, lanciando un messaggio chiaro sul futuro della comunità.
“Aiutare chi è in difficoltà è giusto ed è sacrosanto, nessuno deve essere lasciato solo – afferma D’Urso – ma il vero aiuto non è l’assistenzialismo fine a se stesso. Aiutare significa mettere le persone nelle condizioni di rialzarsi e camminare con le proprie gambe”.

Secondo il consigliere, oggi il rischio è quello di parlare troppo di assistenza e troppo poco di lavoro, opportunità e prospettive concrete, con effetti negativi soprattutto sui giovani e su chi ha capacità, idee e voglia di mettersi in gioco. “In questo modo si spegne la spinta a migliorare e a costruire il proprio futuro”, sottolinea.
D’Urso richiama il ruolo centrale che dovrebbe avere una buona amministrazione.
Sostenere chi ha bisogno, ma allo stesso tempo creare le condizioni per lo sviluppo economico e occupazionale.
“Una politica responsabile deve credere nel lavoro, non nelle illusioni, e guardare avanti invece di accontentarsi del presente“.
Per il consigliere di Solofra Libera, la città ha ancora tutte le energie necessarie per ripartire. “Solofra ha persone serie, capaci e pronte a fare la loro parte. Serve solo una visione che punti sulla crescita e sulla speranza”.
Il monito finale è netto
“Se ci limitiamo all’assistenza senza costruire futuro, Solofra rischia di sedersi definitivamente. Noi vogliamo una città che aiuta, sì, ma che soprattutto fa crescere”.
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