Festa-show al Viva Hotel: attacchi a stampa, ex alleati e la sua verità. Ma il bilancio è davvero quello di cui vantarsi? –
Avellino – 30 luglio 2025
È tornato in scena Gianluca Festa, ex sindaco di Avellino, con un lungo intervento durante un’assemblea pubblica organizzata da lui e dalla sua ex squadra amministrativa al Viva Hotel. Un monologo fiume – a tratti caotico, spesso polemico – che ha avuto come bersagli principali la stampa locale, i colleghi di Giunta, alcuni consiglieri comunali e la sindaca uscente Laura Nargi, definita “ancora incollata alla poltrona”.
Nel suo discorso, Festa ha rivendicato la gestione del bilancio comunale come “la più performante della storia della città”, ricordando che al momento del suo insediamento l’ente si trovava con un disavanzo di 67 milioni di euro, ridotto – secondo lui – a 27 milioni al termine del suo mandato. Un’affermazione ripetuta come un trofeo personale, benché accompagnata da toni che hanno sfiorato il rancore verso chi, in questi mesi, ha osato mettere in discussione la sua eredità amministrativa.
Gli attacchi alla stampa e ai “voltagabbana”
“Ormai la verità è quella che si racconta, anche se è una colossale palla ripetuta dieci volte”, ha dichiarato, in un chiaro affondo contro la narrazione mediatica che – a suo dire – avrebbe distorto i fatti. Non sono mancati riferimenti e nomi e cognomi di chi ha firmato articoli sulla cronaca cittadina con lui protagonista considerate “faziose” e “strumentali”.
Ma la parte più aspra dell’intervento è stata riservata agli ex alleati e ad alcuni consiglieri comunali, accusati di aver tradito il mandato ricevuto dagli elettori: “Consiglieri assunti nel terzo settore, in case senza agibilità, o che improvvisamente hanno trovato collocazioni lavorative sospette a ridosso di votazioni strategiche. Qualcuno – ha insinuato Festa – dovrebbe spiegare certe coincidenze”.
Un’amministrazione “ostaggio” e un futuro da riscrivere
Nel mirino anche l’ex sindaca , Laura Nargi, ex vicesindaca della stessa Giunta Festa, ora descritta come una figura debole e inadatta: “Mai diventata davvero sindaco”, ha detto, dipingendola come una reggente senza potere, incapace di far partire persino bandi per impianti sportivi o incarichi strategici.
“La città è peggiorata”, ha sentenziato tra gli applausi. “Abbiamo visto mostri indecenti in questi mesi”, ha aggiunto, con toni da noir urbano. Ha parlato di “pressioni” sui consiglieri e di un sistema degenerato, quasi a evocare un copione da “Gomorra girata ad Avellino”.
Una nuova candidatura già in vista?
L’ex primo cittadino ha lasciato più di un indizio su un possibile ritorno: “Il prossimo anno ricominceremo. Conosciamo i nomi e la squadra. E sappiamo cosa serve alla città”.
Chi si aspettava un discorso di analisi o autocritica, ha assistito invece a un j’accuse a metà tra arringa e rivendicazione personale, punteggiato da slogan e accuse dirette.
E mentre l’ex sindaco si prepara forse a rimettere la corona, brandendo il bilancio come uno scettro e indicando traditori da corte, resta il dubbio se Avellino abbia davvero bisogno di un re… o solo di buona amministrazione e libertà d’informazione. Non quella raccontata dieci volte, ma quella scritta una sola volta – e non quella confezionata per compiacere, ma quella che regge alla prova dei fatti.
continua su Avellino zon Avellino, Festa in conferenza stampa lascia fuori alcuni giornalisti. La nota dell’Ordine







