spot_img
HomePolitica"Non mi piego a logiche di potere": il lungo sfogo della Sindaca...

“Non mi piego a logiche di potere”: il lungo sfogo della Sindaca Laura Nargi nel Consiglio Comunale. Il Consiglio boccia il Rendiconto 2024

Avellino senza numeri, senza rispetto: la Sindaca Nargi alza la voce prima della bocciatura del Rendiconto

- Advertisment -spot_img

Entra nel Canale Whatsapp di Avellinozon

Clicca qui per essere sempre aggiornato

Consiglio comunale Avellino – L’’intervento della Sindaca Laura Nargi con il successivo esito della votazione:

Cari cittadini, colleghi consiglieri, assessori, presidente,

mi rivolgo a voi con il rispetto che questa Aula merita, per raccontare con chiarezza e sincerità quanto è accaduto — e continua ad accadere — dall’inizio di questa amministrazione. Non era facile parlare oggi, ma lo devo a me stessa, alla città e a tutti voi. Alla consigliera Vecchione dico: scusate se rispondo a una critica non richiesta, ma a volte il silenzio non basta più. Alla consigliera Cucciniello confesso che sono impreparata. Non ho compreso le sue parole, non comprendo il voto contrario, e faccio fatica a comprendere il senso politico di certe scelte che si ripetono da mesi.

Oggi, agli esami di maturità, tra le tracce c’erano Pasolini, Borsellino e la parola “rispetto”. È esattamente ciò che è mancato a questa amministrazione, a questa sindaca, e — soprattutto — alla città di Avellino. Un rispetto mai riconosciuto, sin dal mio insediamento.

Dietro i miei occhi, all’atto del giuramento, non c’era gioia. C’erano lacrime. Avevo appena letto un comunicato dei consiglieri di “Viva la Libertà” in cui, pur riconoscendo la mia elezione, mi imponevano cosa fare, chi cacciare, quali alleanze rompere. Addirittura definivano la mia posizione come “minoranza della minoranza”, proprio mentre mi vedevo scippare i consiglieri della lista civica “Siamo Avellino”. Una città ridotta ai numeri, non alla visione.

La nostra città è stata ferita, travolta da uno scandalo giudiziario, ed è giusto dirlo. È una città che cercava di rialzarsi, ma è stata rallentata, tradita da logiche che nulla hanno a che vedere con il bene comune.

Io avevo un progetto. Volevo — e voglio ancora — cambiare le cose. Ma sono stata continuamente ostacolata: prima nel merito, poi nel metodo, infine nella dignità. Mi è stato chiesto di far fuori dirigenti e tecnici che avevano creduto nella sfida del rilancio. Io ho resistito. Loro erano parte di un lavoro serio, di un futuro da costruire.

Siamo andati avanti, abbiamo aperto il tunnel nonostante chi diceva che fosse tutto merito di altri. Ho incassato offese, attacchi pubblici, umiliazioni — ho scelto di girare la faccia e andare avanti, per la città.

Il 23 novembre, avevo convocato la maggioranza per annunciare la nuova Giunta. Speravo di festeggiare con tutti nel nome dell’unità. Ma quella sera, i segnali erano chiari: non era la festa di una comunità, era l’ennesimo passo verso una frattura.

Poi sono arrivate le mozioni del 10 aprile: atti depositati all’improvviso, senza confronto, senza coerenza, senza rispetto. E che avrebbero provocato danni economici gravi, come se 17 milioni fossero una lista della spesa. È stato chiaro: si stava provando a ribaltare i ruoli tra Giunta e Consiglio.

La verità è che il bersaglio sono io. Dal primo giorno. Si è cercato di mettere in discussione la mia legittimità politica, la mia forza numerica, il mio diritto — sancito dal voto popolare — di guidare questa città.

Mi è stato detto che ho 20 giorni di tempo. Per fare cosa? Per piegarmi a logiche che non condivido? No. Io non sono qui per salvare la mia poltrona, ma per difendere l’interesse pubblico.

Oggi, mentre stiamo sbloccando 150 milioni di euro di fondi FSC, mentre recuperiamo risorse perse, riqualifichiamo quartieri come Quattrograna e Via Francesco Tedesco, portiamo avanti progetti come la Metropolitana leggera e investiamo nel futuro della città… noi qui, in quest’Aula, continuiamo a litigare.

Abbiamo pochi mesi per realizzare opere decisive. E invece siamo qui a parlare di strategie per mandare a casa un sindaco, senza un vero motivo politico, senza una visione alternativa. Solo minacce, numeri e veti.

Cari cittadini, io mi vergogno di questo modo di fare politica.
E a queste condizioni, non ci starò mai.

Scusatemi, Avellinesi. Io vi avevo promesso una politica diversa. E continuo a crederci. Ma serve rispetto. Serve onestà. E serve visione.

Grazie.


Esito della votazione finale e chiusura della seduta:

Alla fine della seduta, con 31 consiglieri presenti e votanti, il Rendiconto di gestione 2024Proposta di delibera n. 67 del 6 giugno 2025 – è stato respinto con: 13 voti favorevoli, 18 voti contrari. La seduta ordinaria si è conclusa alle ore 18:57 del 18/06/2025.

- Advertisment -spot_img
Marika Cifiello
Marika Cifiellohttp://www.avellinozon.it
Sono Marika Cifiello nata ad Avellino. Giornalista pubblicista, iscritta all'Ordine della Campania,attualmente Caporedattrice per la testata online Avellino Zon e collaboro a richiesta con altre testate presenti sul territorio. Da sempre interessata alla lettura e alla psicologia, sempre attiva ed impegnata nel sociale, volontaria negli anni in varie associazioni, Fare Verde per l'ambiente, Centro Autismo dove seguivo dei ragazzi della provincia avellinese. La passione per il giornalismo d'inchiesta mi ha spinto verso le prime esperienze in una emittente televisiva locale, poi in varie testate giornalistiche locali. Istintivamente attratta dalle notizie di stretta attualità, coniugo la capacità di reperire notizie in prima persona ad una naturale predisposizione e sensibilità che, negli anni, mi ha permesso di vivere attivamente alcuni dei fatti più eclatanti rimasti impressi nel territorio irpino.
Altre Notizie
- Advertisment -spot_img
- Advertisment -spot_img
- Advertisment -spot_img

Ultimi Articoli