La candidata di AVS per la circoscrizione della provincia di Avellino, avv. Giuseppina Volpe di Montella, parla delle ragioni della sua scelta e del ruolo ancora troppo marginale delle donne candidate
Cosa l’ha spinta ad accettare la candidatura alle prossime elezioni regionali? Quando sei in un partito, il momento elettorale è sempre importante. E’ l’occasione per rivendicare la propria presenza, per dire ai tuoi elettori che ci sei, ma anche a chi non vota per scelte ideologiche che ha un possibile riferimento se gli obiettivi, i valori, le priorità sono le stesse. Nel momento in cui l’assemblea provinciale di Sinistra Italiana mi ha chiesto di essere una delle due candidate donne nella lista AVS, non ho fatto solo valutazioni personali, ma ho ritenuto che in questa competizione ci fosse veramente bisogno di un riferimento per il nostro elettorato in crescita e per chi ha con noi una vicinanza.
Pensa che la “quota rosa”, oggi obbligatoria per legge, sia ancora necessaria? Assolutamente si! Anche in occasione di queste elezioni regionali le donne rappresentano nella maggior parte dei casi una “scelta obbligata”. Se non vi fosse l’obbligo del rispetto della quota, molte di noi non sarebbero coinvolte da vertici che sono ancora quasi totalmente maschili. Nelle fasi concitate di scelta dei nomi, gli uomini erano più o meno stati indicati da tutti i partiti, mentre spesso si leggeva sulla stampa che la “quota femminile” non era ancora definita o addirittura si facevano i soli nomi maschili. Poi ci sono tutte quelle candidate che ancora si presentano con uno “sponsor”, categoricamente uomo, e quelle che vengono utilizzate per provare ad “aiutare” il candidato uomo. Per fortuna non è sempre così, ma di strada bisogna farne ancora tanta per poter pensare di liberarci della quota rosa!

Quali saranno i temi della sua campagna elettorale? Leggo in questi giorni le dichiarazioni dei candidati di sinistra e di destra e mi rendo conto che i temi da affrontare sono spesso comuni. Aree interne, sviluppo economico ed industriale, acqua, ambiente. Ovvio che si debba ragionare su questi macro temi per pensare ad uno sviluppo della Campania. Mi fa specie, però, che per esempio parlino di tutela delle aree interne quei partiti al governo che qualche mese fa hanno messo nero su bianco la necessità di “accompagnare dignitosamente le aree interne verso il declino”!Non credo nelle promesse facili da campagna elettorale. Sono in un’amministrazione locale da sei anni, conosco le criticità dell’Irpinia e della Regione Campania, quello che serve è una “prospettiva”, una visione del futuro che non può prescindere dal ruolo degli enti locali, dalla convinzione che solo il pubblico possa gestire alcuni beni, dalla consapevolezza e valorizzazione delle innumerevoli risorse di questi territori. Per quanto mi riguarda, poi, ho molto a cuore temi come la lotta alle disuguaglianze, il sostegno alle famiglie che vivono quotidianamente la disabilità, le pari opportunità per le donne lavoratrici, l’attenzione alle fasce deboli della popolazione e sono contenta che Fico le abbia inserite da subito nel programma.

Crede che anche in Campania ci sarà un forte astensionismo? Purtroppo la diffidenza verso i partiti e la convinzione che il voto sia “inutile” sono molto diffusi. L’ho riscontrato anche rispetto a cittadini che in passato hanno, invece, sempre preso posizione. Rispetto alla Regione, poi, la distanza percepita dai cittadini è enorme! Sarà importante convincere gli elettori che, al contrario, ogni voto conta, nella misura in cui determina non solo chi prenderà le decisioni, ma anche la direzione verso cui vogliamo far andare la regione in cui viviamo. Non possiamo continuare a lamentarci di avere tutte le potenzialità per fare la differenza in Italia e non riuscire a sfruttarle!








