Terremoto al calcio campano: la Juve Stabia finisce in amministrazione giudiziaria per sospette infiltrazioni della camorra –
La società calcistica Juve Stabia è stata posta oggi in amministrazione giudiziaria: lo ha disposto la Procura della Repubblica di Napoli (guidata dal procuratore Nicola Gratteri), in esecuzione di un “decreto applicativo” della misura di prevenzione prevista dall’art. 34 del Codice delle leggi antimafia e delle misure di prevenzione (D.Lgs. 159/2011) a carico del club.
L’intervento arriva in virtù di indizi che – secondo l’accusa – collegherebbero l’attività della Juve Stabia a una “vetrina” per il controllo della criminalità organizzata, in particolare della locale cosca Clan D’Alessandro di Castellammare di Stabia.
Alle ore 11 presso la Procura di Napoli è stata convocata una conferenza stampa con il Procuratore della Repubblica, il Procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo e il Questore di Napoli per illustrare dettagli e motivazioni della misura.
Il provvedimento non corrisponde a un sequestro penale tradizionale, ma prevede la nomina di un amministratore giudiziario che affianca o sostituisce l’attuale gestione del club, con l’obiettivo di tutelare la continuità dell’attività sportiva e aziendale evitando che la società diventi veicolo o strumento di condizionamento della criminalità organizzata.
Gli investigatori denunciano, in particolare, che la cosca attiva sul territorio avrebbe inserito i propri uomini in vari servizi del club dalla biglietteria, alla sicurezza, alla gestione degli autobus e delle ambulanze legate alla squadra, lasciando ai calciatori “solo il compito di giocare”.
La misura potrebbe avere rilevanti ricadute anche sull’attività sportiva: sul tavolo è ipotizzato persino il rinvio della prossima partita casalinga della Juve Stabia, a causa della compromissione degli “anelli” della gestione esterna dello stadio (security, biglietteria, direzione servizi).
Per ora la squadra continuerà a partecipare al campionato — milita in serie B secondo diverse fonti — ma il provvedimento segna una svolta significativa nel contrasto alle infiltrazioni mafiose nel mondo del calcio e nelle attività economiche ad esso connesse.

Saranno da chiarire nei prossimi giorni la durata dell’amministrazione giudiziaria, la nomina dell’amministratore, l’impatto sul bilancio del club e le ripercussioni sul piano sportivo.
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