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Solofra Libera: “Troppi interrogativi senza risposta e un grave episodio di aggressione verbale in aula”

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Solofra Libera: “Troppi interrogativi senza risposta e un grave episodio di aggressione verbale in aula”

Leggendo la nota del Sindaco, sembra di aver assistito a un Consiglio Comunale diverso da quello che i cittadini hanno visto ieri.
La verità è che il Consiglio del 23 giugno è stato caratterizzato da dubbi, tensioni e questioni rimaste senza risposte. La minoranza non ha tentato di impedire alcunché: ha semplicemente svolto il proprio dovere istituzionale, chiedendo chiarezza su una vicenda che riguarda il consigliere Gino De Stefano e il suo contenzioso con la Solofra Servizi. Un tema serio, che non può essere liquidato come un capriccio dell’opposizione o come un presunto attacco alla democrazia.


Chi amministra dovrebbe accogliere le richieste di chiarimento e fornire risposte convincenti, non trasformare ogni osservazione critica in un’aggressione politica. La trasparenza non è un favore concesso alla minoranza: è un obbligo verso i cittadini.
A questo si aggiunge una gestione della seduta che solleva tante ombre. Il Vice Presidente del Consiglio, anziché garantire equilibrio e imparzialità, ha interrotto più volte gli interventi dei consiglieri di minoranza, limitando il confronto e contribuendo ad alimentare un clima di scontro. Chi presiede un’assemblea ha il dovere di garantire a tutti il diritto di esprimersi, non di decidere chi può parlare e chi no.
Dispiace inoltre che, ancora una volta, si preferisca spostare l’attenzione su polemiche e accuse anziché affrontare nel merito le questioni sollevate durante il dibattito consiliare. I cittadini meritano risposte, non narrazioni costruite per nascondere le difficoltà di una maggioranza che appare sempre più fragile e divisa.
A tal proposito, desideriamo esprimere la piena e incondizionata solidarietà alla consigliera Genoveffa Maffei per l’aggressione verbale subita da parte di una persona presente in aula durante la seduta. Un episodio simile non ha nulla a che fare con il legittimo confronto politico e va condannato senza ambiguità, da chiunque provenga. Siamo al fianco di Gina per questo gravissimo episodio, avvenuto sotto gli occhi di tutti durante i lavori consiliari, davanti al quale il Sindaco e il Presidente del Consiglio non hanno proferito mezza parola. Un silenzio che pesa e che non può essere ignorato: chi guida l’Aula e chi guida l’Amministrazione ha il dovere di prendere immediatamente posizione di fronte a un fatto così grave, indipendentemente da chi ne sia stato vittima. Chi siede in Consiglio comunale, maggioranza o minoranza, deve poter esercitare il proprio ruolo senza subire intimidazioni o aggressioni di alcun genere.
Noi continueremo a fare opposizione con determinazione, senza farci intimidire da comunicati propagandistici o tentativi di delegittimazione. Il nostro compito è controllare, verificare e pretendere il rispetto delle regole. È questo il mandato che abbiamo ricevuto dai cittadini e che continueremo a onorare con serietà e coerenza.
La democrazia non si difende silenziando le domande. La democrazia si difende rispondendo ad esse.

continua su Avellino zon Distretto Industriale di Solofra, il sindaco Nicola Moretti rilancia: “Uscita dall’ASI per tutelare imprese, commercio e lavoro”

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