« A fine ottobre ci sarà l’assegnazione della gara per la realizzazione del forno crematorio ». Nino Musto, sindaco di Pietradefusi, va spedito per la sua strada nonostante il comitato dei santangiolesi e la Domicella Srl abbiano imbastito altri ricorsi al Tar di Salerno per stoppare il progetto che l’attuale amministrazione locale di Pietradefusi ha in animo di concretizzare all’interno dello storico camposanto della frazione di Sant’Angelo a Cancelli, a ridosso tra Sannio e Irpinia. L’ultimo ricorso della serie è stato rigettato dalla giustizia amministrativa perché inammissibile. « Ecco, gli abitanti di Sant’Angelo lamentano lo stato di abbandono del cimitero – dichiara sempre il primo cittadino – e la caduta degli alberi. Peccato però che arrivano dopo che abbiamo provveduto a riparare e sistemare l’area, e con il tempio cinerario sarà oltremodo migliorato. Di recente mi hanno inviato un esposto per una questione relativa a un’antica chiesa diroccata: accampano ogni scusa ormai per attaccarmi ». Musto non le manda certo a dire a pochi mesi poi dal rinnovo amministrativo. Il forno crematorio, e lo ha spiegato a più riprese nei mesi passati, servirà tutta l’area. E poi con la messa in funzione dell’opera si dovrebbero risollevare pure le casse comunali in default, secondo le previsioni ottimistiche di Nino Musto che non ha ceduto alle pressioni e alle proteste degli abitanti del borghetto che vanta una spiccata vocazione vitivinicola e agricola. Qui si producono bianchi e rossi pregiati. Ma secondo Musto, studi tecnici alla mano, la realizzazione del forno crematorio non avrà alcun impatto ambientale sulla zona essendo costruito con tutti i crismi del caso. La preoccupazione maggiore di chi vive e ha aziende agricole in quell’area era, ed è, proprio questa. Musto ha sempre provveduto a rassicurare a riguardo la comunità locale e gli imprenditori agricoli e vitivinicoli che producono a pieno regime, e hanno fatto importanti investimenti proprio a Sant’Angelo a Cancelli. « Col forno riqualificheremo anche il cimitero abbandonato – ha concluso poi la fascia tricolore di Pietradefusi -. La beffa è che c’è chi ha preteso un custode fisso per il camposanto dove nessuno più viene inumato, e poi ci attacca con esposti e ricorsi. Si rassegnino: il progetto si realizzerà ».












