In 5 anni siamo passati da 60.117 a 56.845 abitanti in Alta Irpinia. Dato allarmante se solo si guardano i numeri paese per paese.
Nell’Assemblea del Consorzio dei Servizi Social Alta Irpinia si è approvato il Dup che analizza i flussi demografici, molto allarmanti per una popolazione che conta 25 comuni. A cominciare dal dato totale e cioè quello di 3.272 abitanti in meno rispetto al 2019.
E pensare che con il Covid si parlò anche di Turismo di ritorno, di coloro che sarebbero ritornati perché la Pandemia aveva spento anche la voglia di essere emigrante. Così non è stato e lo dimostra il fatto da questo dato condiviso dal sindaco di Cassano Irpino Salvatore Vecchia, che è un paese intero che si è spento dal 2019 ad oggi.
In 5 anni siamo passati da 60.117 a 56.845 abitanti. Dato allarmante se solo si guardano i numeri paese per paese.
In Alta Irpinia, solo Cassano Irpino (+39) e Teora (+1) hanno un dato positivo, il resto ha molti meno abitanti nel complesso conteggio dei 5 anni. Il paese con il trend peggiore è Sant’Angelo dei Lombardi con meno 362 abitanti. Ma tiene botta nella sfida al negativo anche Montella con meno 337 e Calitri con meno 300. 
Paesi dell’Alta Irpinia che tengono, arrancano, come se dovesse ancora esserci una speranza, perché anche di quello si parla e lo si deve fare. Almeno per Cairano, dove solo 12 sono gli abitanti in meno, oppure per Sant’Andrea di Conza, dove sono solo 13.
Nell’ipotesi di una inversione di tendenza forse non bisogna tralasciare la consapevolezza che la politica, e questo anche Vecchia lo sa, ha il pieno potere, datogli dai cittadini di agire su questo punto, anche perché quale stolto prenderebbe a bastonate un sindaco se inverte la rotta. Eppure qualcosa può e deve cambiare. Non sono solo gli insediamenti di fabbriche e di capannoni industriali a tenere. Ci vuole anche qualcos’altro, ci vogliono i nuovi orizzonti ed i nuovi insediamenti naturali che magari accompagnano questi 25 comuni dell’Alta Irpinia verso un qualcosa di diverso.
Ne è un esempio anche quello che il sindaco di Sant’Andrea con altri ha fatto per la candidatura a Capitale della Cultura 2027, unione di intenti, qualcuno l’ha chiamata e forse non aveva tutti i torti. Obiettivo comune che a passi lenti, ma spediti ha fatto sperare in qualcosa di utile per l’Alta Irpinia.
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