Autismo, l’appello del Gruppo Asperger Campania alle istituzioni: “Le famiglie, anche con autismo di livello 1, da sole non ce la fanno”
Al Presidente della Regione Campania, Roberto Fico
ai vertici delle istituzioni regionali e nazionali,
ai Direttori Generali delle ASL Napoli 1 Centro, Asl Napoli 2 Nord, ASL Napoli 3 Sud, ASL Caserta, ASL Salerno, ASL Benevento, ASL Avellino,
ai responsabili degli Ambiti Territoriali, dei servizi sociali e delle istituzioni scolastiche.
La recente tragedia di Roma ci spinge a rivolgere un accorato appello alle istituzioni della nostra Regione e del nostro Paese.

Non vogliamo entrare nel merito di una singola vicenda. Vogliamo però chiedere che tragedie come questa ci obblighino tutti a interrogarci su ciò che accade alle persone autistiche e alle loro famiglie quando, dietro una diagnosi, non esiste una rete capace di accompagnarle.
Anche l’autismo di livello 1 può significare una profonda complessità di vita.
Può significare isolamento, incomprensione, difficoltà scolastiche e sociali, sofferenza psicologica, famiglie che cercano per anni professionisti competenti, servizi che non riescono a dare risposte e genitori che diventano, loro malgrado, coordinatori dell’intero percorso dei propri figli.
Nel 2026 non è più accettabile che una famiglia riceva una diagnosi di autismo e, dal giorno successivo, debba cercare da sola di capire cosa fare, dove andare, a chi rivolgersi e come costruire un percorso di presa in carico e di supporto.
Non è accettabile attendere anni per una valutazione.
Non è accettabile ricevere una diagnosi senza un reale accompagnamento successivo.
Non è accettabile che trovare un professionista con competenze specifiche sull’autismo di livello 1 sia difficilissimo tanto nel pubblico quanto nel privato.
L’autismo è una condizione che richiede una risposta sanitaria, sociale, educativa e comunitaria. Per questo sanità e servizi sociali non possono procedere separatamente, né può essere lasciato alle famiglie il compito di tenere insieme ciò che il sistema non riesce a coordinare.
I nostri figli li abbiamo messi al mondo noi, ma sono anche figli della società in cui vivono.
La loro crescita, la loro salute, il loro diritto all’istruzione, alle relazioni, al lavoro, all’autodeterminazione e a una vita dignitosa non possono essere responsabilità esclusiva delle loro famiglie.
Chiediamo quindi che l’autismo, compreso l’autismo di livello 1, entri concretamente tra le priorità dell’agenda regionale, attraverso una programmazione che non sia fatta soltanto di singoli progetti o finanziamenti temporanei, ma di servizi competenti, formazione specifica dei professionisti, continuità della presa in carico e integrazione reale tra sanitario e sociale.
Non chiediamo alle istituzioni di sostituirsi alle famiglie.
Chiediamo alle istituzioni di non lasciarle sole.
E chiediamo che la voce delle famiglie e delle persone autistiche venga ascoltata prima di decidere come organizzare servizi, risorse e interventi che riguardano le loro vite.
Anche l’immagine che accompagna questo appello racconta, paradossalmente, qualcosa.
È stata generata con l’intelligenza artificiale e abbiamo incontrato difficoltà nel chiedere all’IA di rappresentare volti di bambini e adolescenti segnati da una sofferenza troppo intensa.
Quella sofferenza che un’immagine artificiale non può rappresentare, però, nelle nostre case esiste davvero.
L’IA non può rappresentarla.
Le nostre famiglie, invece, sono costrette a viverla.
Per questo oggi chiediamo una cosa semplice e, insieme, enorme:
condividete con noi la responsabilità della crescita e della vita dei nostri figli.
Perché le famiglie che vivono in autismo, anche di livello 1, da sole non ce la fanno.
Questa immagine e questo messaggio sono di tutti.
Autorizziamo chiunque ne condivida il significato a utilizzare e diffondere liberamente l’immagine, affinché questo appello possa arrivare il più lontano possibile.
Angela Silletti
Presidente
Gruppo Asperger Campania
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