AVELLINO | Centro di Ricerca del Parco dell’Infanzia ancora nel degrado: erba alta, rifiuti e vetri rotti. Chi se ne occupa?
AVELLINO, 15 OTTOBRE 2026 – Erba alta, rifiuti, vetri rotti e porte lasciate aperte. È la situazione riscontrata questa mattina al Centro di Ricerca del Parco dell’Infanzia, situato in via Morelli e Silvati, di fronte all’Istituto Oscar D’Agostino, nell’area che si affaccia anche su via Pescatori.


Una struttura pubblica realizzata con un investimento di circa un milione di euro, destinata ad attività di ricerca sulle difficoltà dello sviluppo e sulle disabilità nella prima infanzia, anche in sinergia con il vicino Centro per l’autismo. Un progetto importante per il territorio, che oggi torna al centro dell’attenzione per le condizioni in cui versa l’edificio.

Nel giugno scorso, la struttura era stata presa di mira da gravi atti vandalici. All’interno erano stati segnalati danneggiamenti, porte e infissi divelti, servizi igienici distrutti e scritte sui muri, tra cui simboli nazisti e messaggi antisemiti. Episodi che avevano suscitato indignazione e portato a una condanna pubblica da parte del sindaco di Avellino, Nello Pizza. Erano state inoltre avviate indagini per cercare di risalire ai responsabili.

A distanza di mesi, però, la situazione riscontrata nell’area continua a destare preoccupazione. Le porte risultano ancora aperte, sono presenti vetri rotti e rifiuti, mentre gli spazi esterni appaiono trascurati, con vegetazione cresciuta senza un’adeguata manutenzione.

Non è possibile stabilire, sulla base del sopralluogo, se siano avvenuti ulteriori episodi vandalici né attribuire responsabilità specifiche. Rimane, una questione fondamentale: quali misure sono state adottate per proteggere l’edificio e impedire che una struttura pubblica di tale valore continui a deteriorarsi?
Sarebbe opportuno fare chiarezza sulle responsabilità relative alla custodia e alla manutenzione e sugli interventi programmati per ripristinare condizioni adeguate di sicurezza e decoro.


Tra le misure che potrebbero essere valutate figurano la messa in sicurezza degli accessi, la manutenzione periodica delle aree esterne e, qualora ritenuto necessario, l’installazione di un sistema di videosorveglianza, nel rispetto della normativa vigente.

Il rischio è che una struttura pensata inizialmente per offrire opportunità nel campo della ricerca e dei servizi dedicati all’infanzia e alla disabilità resti inutilizzata e continui a deteriorarsi, con un conseguente spreco di risorse pubbliche.

La domanda è inevitabile chi si sta occupando oggi della tutela della struttura? Quali interventi sono previsti e in quali tempi si intende restituire dignità a un bene pubblico di questa importanza?

Sono interrogativi ai quali sarebbe auspicabile che qualcuno fornisse risposte aggiornate, nell’interesse dei cittadini e della salvaguardia del patrimonio pubblico.











