mercoledì 22 Maggio 2024
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AVELLINO-MILANO, “FALCORARI” È IL NUOVO PROGETTO MUSICALE DI CHRISTIAN CESA E FRANCESCO COSTAGUTA, DUE GIOVANI UOMINI CHE VIVONO IN COMUNITÀ (EXODUS) CON LA VOGLIA DI RISCATTARE LA VITA ATTRAVERSO LA MUSICA

Christian Cesa(Falco):" Non faccio musica per ostentazione o passatempo, faccio musica perché riesco a raccontarmi sperando di arrivare al cuore di chi mi ascolta". Francesco Costaguta (Rari):"La musica per me è un po’ come il mio psicologo. Riesco ad aprirmi, riesco a comunicare il mio dolore, i miei disagi e dire cose che altrimenti resterebbero solo dentro di me".

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Francesco-RARI e Christian-FALCO sono due giovani uomini che vivono in comunità. Hanno fatto una scelta difficile, quella di riprendersi in mano la propria esistenza, dopo aver perso gli ultimi anni tra abusi di alcool e sostanze stupefacenti. Il percorso di recupero è un vero e proprio cammino tra le difficoltà del quotidiano e della convivenza con persone che non si scelgono, ma che hanno alle spalle vissuti simili tra loro. In questo contesto si stringono rapporti di amicizia, legami che si supportano e si sopportano per andare avanti. Il recupero di questi giovani passa attraverso attività quotidiane, sia manuali che artistiche, tra queste ultime nasce un laboratorio di musica, per cercare attraverso il canto e l’approccio agli strumenti musicali un nuovo canale di comunicazione per raccontarsi. E’ durante questo laboratorio che Francesco e Christian iniziano a scrivere i loro testi, usando le parole esprimere cose vissute e personali che fino a quel momento non avevano trovato modo di spiegare. Si rendono conto di avere fra le mani qualcosa che può aiutarli e che può aiutare chi li ascolta a comprendere le difficoltà che hanno incontrato nella loro esistenza, portandoli fino al punto in cui si trovano. L’ambizione più grande diventa quella di riscattare la vita attraverso l’arte, utilizzando la musica per aiutare l’espressione di se stessi e magari identificare, là dove ci siano, dei talenti che potrebbero iniziare un percorso artistico nel mondo della musica. E’ proprio in questo spazio che nasce il progetto FALCORARI, dagli pseudonimi scelti dai due ragazzi, un racconto che suona di Trap e di Hip hop ma che improvvisamente sa trasformarsi in struggenti ballate. Ogni pagina è una storia e ogni storia diventa canzone, canzoni che diventano frecce che arrivano dritte a chi le ascolta, in ogni pezzo ci sono le vite di Francesco e Christian che uniscono la loro voce e la loro penna per dimostrare che anche nella peggiore delle situazioni si può trovare una chiave per aprire la porta della via d’uscita.

Exodus Cascina Milano. Per la creazione e dietro la realizzazione del progetto hanno collaborato @Angy_p70 Angela Petruzzelli, @mattiadilullo @dave_chamber @edy_campo @maglioirene @massimobabini e Don Antonio Mazzi

https://www.instagram.com/falcorari?igsh=OGQ5ZDc2ODk2ZA==

FALCO

Sono Christian Cesa in arte FALCO Il Falco vola libero, come cito in una canzone: Libero perché chi restrizioni non vive, libertà non apprezza. Ho 32 anni, sono papà di un falchetto che a breve compirà 5 anni, sono nato ad Avellino e cresciuto a Mercogliano, oggi vivo a Milano nella comunità Exodus di Don Antonio Mazzi. Ho avuto problemi legati alla tossicodipendenza, ho fatto uso continuo di sostanze per ben 12 lunghi anni e ad oggi ancora combatto con i miei demoni interiori. Sono cresciuto in un contesto non facile, dove le tarantelle erano all’ ordine del giorno. non mi piace dire che è passato, perché il passato non si cancella, ma grazie al mio percorso interiore e grazie all’ aiuto di persone competenti che mi vogliono bene sto provando a modificare alcune cose. Parlando della musica, sono sincero, sono cresciuto a pane Co’ Sang e la Dogo Gang, mi rivedevo in quei testi. Io personalmente nei miei brani racconto ciò che ho visto, vissuto e passato sulla mia pelle. Non racconterò mai di stronzate, tutto il rispetto per chi dice e canta senza esserci passato, ma io la strada e la sofferenza l’ho vissuta e ancora oggi la vivo sulla mia fottuta pelle! Scrivo per buttare fuori la merda accumulata negli anni, scrivo grazie a Francesco (RARI) che così per gioco mi ha permesso di aprire il cuore e aprirmi per davvero. Non faccio musica per ostentazione o passatempo, faccio musica perché riesco a raccontarmi sperando di arrivare al cuore di chi mi ascolta e magari sta passando la mia stessa situazione, con la speranza di dare un sostegno e facendo da sostegno anche a me stesso, perché la droga è una merda, come la strada in cui ti porta senza accorgertene e con la musica voglio provare a raggiungere un sogno, quello di essere libero dalle catene che io stesso mi sono inflitto. Grazie a RARI che mi ha portato verso la musica, con lui abbiamo instaurato un rapporto che dire di sangue è poco. grazie ai miei compagni di viaggio, grazie a tutti coloro che stanno permettendo che questo sogno abbia due gambe. Per il futuro??? Non ci penso, guardo ad oggi, per me è già un bel traguardo. Certo sono ambizioso, determinato, ma questa volta volerò basso. Vada come vada io ho già vinto!

RARI

Sono Francesco Costaguta in arte Rari perché ho sempre vissuto a mille all’ora con i cavalli accelerati come una FerRari… Sono nato in Brasile a Itapetinga, una favelas degradata a nord di San Paolo. Mia madre biologica era molto in difficoltà e così mi ha dato in adozione ad una famiglia italiana quando ero molto piccolo. La mia nuova famiglia non mi ha fatto mancare nulla ma io sono sempre stato una testa calda e ho iniziato a girare con gente poco affidabile. Ho iniziato con la droga e a bere tanto, troppo. Mi hanno arrestato la prima volta a 14 anni… Sono finito in una comunità in America vicino a Salt Lake City nello Utah. Sono stato li dai 14 anni ai 18 anni e in quegli anni mi sono avvicinato al rap. In comunità in America ho iniziato a scrivere i primi testi, sia in italiano che in inglese. A 18 anni sono tornato in Italia ma sono ripartito subito per l’Inghilterra dove ho provato a studiare ingegneria del suono ma ho ripreso a drogarmi, a fare serate, vivevo in casa con due miei amici di Milano. Abbiamo vissuto la College Life. feste, tanto alcool, tante sostanze. Per tirare su un po’ più di soldi per viaggiare e divertirci abbiamo iniziato a spacciare. Dopo Londra sono tornato a Milano e ho conosciuto Leon, che tuttora è il mio migliore amico. Abbiamo iniziato a incidere tantissima musica e abbiamo fatto un Album che ai tempi era girato bene e siamo riusciti a fare un po’ di date dal vivo. Purtroppo io avevo una dipendenza da alcool molto forte e con il tempo non riuscivo più neanche a stare dietro alla musica. Ero entrato in un inferno e non sapevo come uscirne. Sono entrato in comunità. Adesso, dopo un anno in Exodus, sto molto meglio. Ho ricominciato gli studi che a Londra non sono riuscito a finire. Ho conosciuto Christian in arte Falco e abbiamo iniziato insieme a scrivere musica con il progetto “FalcoRari”. La musica per me è un po’ come il mio psicologo. Riesco ad aprirmi, riesco a comunicare il mio dolore, i miei disagi e dire cose che altrimenti resterebbero solo dentro di me. Quando scrivo entro in un mondo tutto mio che mi fa sentire vivo come una volta facevano la droga e l’alcool. La musica e la scrittura mi danno adrenalina…. Sto lavorando sodo per realizzare il sogno di vedere presto l’uscita del nostro primo album. Sarà qualcosa di pazzesco ve lo garantisco.

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Marika Cifiello
Marika Cifiellohttp://www.avellinozon.it
Sono Marika Cifiello nata ad Avellino. Giornalista pubblicista, attualmente Caporedattrice per la testata online Avellino Zon e collaboro a richiesta con altre testate presenti sul territorio. Da sempre interessata alla lettura e alla psicologia, sempre attiva ed impegnata nel sociale, volontaria negli anni in varie associazioni, Fare Verde per l'ambiente, Centro Autismo dove seguivo dei ragazzi della provincia avellinese. La passione per il giornalismo d'inchiesta mi ha spinto verso le prime esperienze in una emittente televisiva locale, poi in varie testate giornalistiche locali. Istintivamente attratta dalle notizie di stretta attualità, coniugo la capacità di reperire notizie in prima persona ad una naturale predisposizione e sensibilità che, negli anni, mi ha permesso di vivere attivamente alcuni dei fatti più eclatanti rimasti impressi nel territorio irpino.
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