Barra, Jorit dedica un murale all’irpina Francesca Albanese: arte e dibattito nel cuore di Napoli Est – Nel quartiere di Barra, nella zona orientale di Napoli, prende forma una nuova opera monumentale dell’artista Jorit Agoch, noto a livello internazionale per i suoi ritratti iperrealistici segnati dalle iconiche strisce rosse sul volto, simbolo della sua “Human Tribe”. Il murale, realizzato su un edificio di Corso Bruno Buozzi e di dimensioni imponenti (circa 14 metri di altezza per 7 di larghezza). Il soggetto scelto è Francesca Albanese, giurista campana originaria di Ariano Irpino e Relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati. Una figura di rilievo internazionale, ma anche al centro di accesi confronti pubblici, soprattutto online, per alcune sue posizioni legate al conflitto israelo-palestinese.
Jorit realizza a Barra un murale con il volto di Francesca Albanese e i versi di “Tutt’ egual song’ ‘e criature” di Enzo Avitabile

Non è la prima volta che Jorit sceglie Barra come tela per i suoi lavori. Il quartiere, e più in generale la periferia orientale di Napoli, è da anni al centro della sua ricerca artistica, che punta a valorizzare luoghi spesso marginalizzati attraverso l’arte urbana. Le sue opere, riconoscibili per il forte impatto visivo e per i soggetti scelti – spesso figure simboliche o controverse – mirano a stimolare riflessioni sociali e politiche. Anche questo nuovo murale non fa eccezione. La raffigurazione di Albanese ha già acceso discussioni tra residenti, osservatori e utenti sui social, dividendo tra chi ne apprezza il valore simbolico e chi invece critica la scelta del soggetto. L’opera, ancora in fase di completamento, si inserisce così nel solco della produzione di Jorit, un’arte pubblica che non si limita a decorare, ma che invita al confronto, trasformando i muri in spazi di dialogo contemporaneo. Con il completamento atteso nei prossimi giorni, il murale è destinato a diventare un nuovo punto di riferimento visivo e culturale per Barra, confermando ancora una volta il ruolo della street art come strumento di narrazione urbana e dibattito civile.
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