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Dodicesima Camminata Rosa, Avellino si tinge di rosa: insieme per la prevenzione e la cura

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Dodicesima Camminata Rosa, Avellino si tinge di rosa: insieme per la prevenzione e la cura

Avellino si è tinta di rosa. Da Viale San Modestino, a Mercogliano, è partita la dodicesima edizione della Camminata Rosa, la manifestazione che da dodici anni richiama centinaia di persone: donne, uomini, famiglie, tutti insieme con una maglia rosa, un cappellino rosa, un simbolo che diventa un messaggio forte e semplice: la prevenzione è vita.

Un appuntamento nato per sensibilizzare sull’importanza della prevenzione e della cura, promosso dal dottor Carlo Iannace, direttore dell’Unità Operativa Complessa Breast Unit dell’Azienda Ospedaliera San Giuseppe Moscati di Avellino, che anno dopo anno riesce a coinvolgere sempre più persone, associazioni e professionisti in una giornata che va oltre la semplice manifestazione e diventa un momento di condivisione, vicinanza e consapevolezza.

A marciare insieme sono state anche tante persone che hanno conosciuto da vicino la malattia, professionisti della sanità, rappresentanti delle istituzioni e cittadini. Un’unica comunità, con storie diverse ma un messaggio comune: non bisogna aspettare, bisogna fare prevenzione.

Sellitto

«Abbiamo sempre lanciato questo messaggio: la prevenzione è vita. Bisogna assolutamente indurre i cittadini a fare prevenzione. Gli screening sono fondamentali.

Siamo in ritardo. Al Sud abbiamo meno casi di tumore, ma una mortalità più alta. Questo significa che arriviamo tardi alle diagnosi. Dobbiamo quindi assolutamente fare prevenzione».

Rosetta D’Amelio, già presidente del Consiglio regionale della Campania

«Sì, davvero. Oggi siamo qui, innanzitutto, per ringraziare chi ci ha preso in carico. Non parlo come donna delle istituzioni, oggi, ma come una donna che sta vivendo questo problema in prima persona.

Quindi un ringraziamento all’Azienda ospedaliera, al dottor Carlo Iannace e a tutta l’équipe. E poi per rilanciare il messaggio: è importante fare prevenzione.

Le aziende sanitarie devono ancora di più diffondere la prevenzione sui territori, raggiungere anche l’ultimo paesino della nostra provincia e dell’intera regione, perché è una malattia che, per fortuna, si può curare se presa in tempo.

Questo è il messaggio che oggi mi interessa dare. Possiamo curarci e dobbiamo farlo con forza.

Ho fatto tante Camminate Rosa. Devo dire che oggi la faccio con un’emozione in più, perché so cosa significa vivere in prima persona queste problematiche. Dobbiamo batterci insieme a tante donne, perché la scienza ha fatto passi da gigante e, se presa in tempo, è una malattia che possiamo sconfiggere.

Oggi siamo qui per questo».

Carlo Iannace, direttore della Breast Unit del Moscati di Avellino

Intervistatore: Dottor Carlo Iannace, 12ª Camminata Rosa. Prima di parlare dell’evento, facciamo un ricordo del vicecomandante Sullo, che è scomparso ed era l’anima della Camminata Rosa.

Carlo Iannace: «Bisogna dire che lui ha fatto i permessi per questa Camminata. Rimarrà sempre con noi, perché è stata una persona che ci ha spianato qualsiasi cosa. Quando si dice che una persona è presente, lui è sempre presente e sarà sempre dentro di noi, perché sarà con noi anche oggi.

È veramente un peccato che non ci sia una persona così. Non è sostituibile. È veramente un’emozione parlarne, è qualcosa di impressionante. Non è facile».

Intervistatore: Dottore, un taglio del nastro speciale, per rilanciare in maniera nuova la prevenzione.

Carlo Iannace: «Sicuramente. Abbiamo avuto la possibilità di contattare due persone speciali che hanno avuto un percorso di diagnosi, trattamento e cura in Campania.

Sono due persone che hanno fatto politica, che stanno facendo politica e che hanno deciso di curarsi presso le nostre strutture ospedaliere campane.

Sono Rosetta D’Amelio e Clemente Mastella, che hanno avuto il coraggio di parlare dei loro problemi, di discuterne in maniera molto diretta e immediata, con un impatto molto importante sulla cittadinanza, per far capire che proprio la prevenzione può salvarci la vita e può dare un’importanza anche ai trattamenti e alle cure che si possono fare nei nostri territori».

Intervistatore: Dottore, sarà una Camminata ricca di sorprese lungo il percorso. In piazza Libertà ce ne vuole dire qualcuna?

Carlo Iannace: «No, possiamo dire… No, vabbè, ci sarà una canzone che vi ricorderà qualcosa. Ci sarà qualcuno, io lo spero: l’Avellino Calcio sarà presente e soprattutto ci sarà un momento in cui si canterà l’inno dell’Avellino Calcio.

Penso che sia una delle cose più particolari e più sentite. Nonostante la partita di ieri, insomma, dai, possiamo…».

Intervistatore: Un messaggio secco a tutte le donne per la prevenzione, in pochissime parole.

Carlo Iannace: «Bisogna essere seri quando si parla di salute. Bisogna pensare che la salute è uno dei momenti più importanti.

Dedicarsi qualche ora per poter fare una diagnosi precoce significa avere la possibilità di avere trattamenti e cure e, poi, è importante avere trattamenti meno invasivi e avere la possibilità di curarsi per salvarsi la vita».

Intervistatore: Dottor Gridelli, siamo alla 12ª Camminata Rosa. Tanto entusiasmo, ma vogliamo parlare un po’ dei numeri?

Cesare Gridelli: «Come dico sempre, la Camminata Rosa è fondamentale. Al di là del fatto che è un momento di incontro importante, serve ad aumentare la sensibilizzazione allo screening e alla diagnosi precoce, perché molto spesso abbiamo il problema delle diagnosi tardive.

Come numeri, quello a cui bisogna fare attenzione, in base anche agli ultimi dati, è un po’ l’abbassamento dell’età delle diagnosi.

Questo vale per diversi tumori, anche per quelli della mammella. Cosa significa? Significa che bisogna fare attenzione.

Mentre tantissimi anni fa, quando una ragazza di 20 o 25 anni aveva un nodulo mammario, già il fatto dell’età dava un senso di sicurezza, come a dire: non è nulla di importante, oggi non è più così.

Bisogna quindi stare in guardia, soprattutto perché in queste fasce di età non è ancora attivo lo screening che, come sapete, parte dai 49 o dai 40 anni. Bisogna quindi fare molta attenzione a ogni segnale presente in queste giovani donne.

C’è una grande sensibilità nel rivolgersi subito a chi ha la possibilità di fare una diagnosi. Io dico sempre: bisogna dimostrare che non è nulla fino a prova contraria.

Questo è importante».

Intervistatore: E qui non ci sono indici particolarmente preoccupanti?

Cesare Gridelli: «No, non ci sono dati particolarmente diversi da quello che è un po’ il trend delle province. Sappiamo che, in base agli ultimi dati del Registro Tumori, le province con i dati peggiori sono Napoli e Caserta.

Avellino non è nei trend peggiori, ma questo non significa che bisogna abbassare la guardia. Ci vuole grande attenzione, soprattutto all’aspetto ambientale, perché ci sono diversi problemi da monitorare e sui quali bisogna prestare grande attenzione.

Questo è sempre importantissimo, perché solo con la prevenzione possiamo riuscire a contrastare, purtroppo, i tumori».

Germano Perito, direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Moscati di Avellino

Intervistatore: Chiaro, sono sempre più frequenti le diagnosi nelle donne giovani. Lei marcia con le donne oggi per dire cosa?

Germano Perito: «Noi marciamo anche quest’anno. Siamo arrivati alla 20ª edizione e marciamo soprattutto per la prevenzione, perché questo è un momento importante per fare in modo che ci sia una grande partecipazione.

Prevenzione e cura, che ovviamente garantisce l’Azienda ospedaliera, diventano i due elementi fondamentali attraverso i quali la gestione del tumore al seno viene portata avanti continuamente.

Di conseguenza, attraverso il contributo del dottor Iannace, dell’Azienda ospedaliera e di tutte le associazioni che sono alle spalle, riusciamo a portare avanti un messaggio importante: fare tanta prevenzione».

Renato Conte

Intervistatore: Sulle cose già fatte non è inutile ritornare. È aperto da tre mesi e sta andando bene.

Renato Conte: «Sì, sta andando molto bene. La prevenzione è una competenza stretta dell’Asl e noi ci stiamo impegnando moltissimo.

Devo dire che mi piange il cuore quando portiamo i camper nei paesi e facciamo poche mammografie.

Sono belle queste passeggiate, sono grandiose, veramente fatte bene. Ma le associazioni ci devono aiutare a riempire i camper quando arrivano, perché abbiamo la possibilità di fare fino a 25-30 mammografie e alcune volte ne facciamo otto.

Allora, prevenzione, ripeto, non è solo la passeggiata. La passeggiata è un epifenomeno.

La prevenzione è portare le donne a fare la mammografia, portare tutti a fare lo screening del colon-retto e quello per il tumore della cervice. Bisogna battere continuamente su questo punto, portare fisicamente donne e uomini a fare prevenzione.

Il Servizio sanitario nazionale è in grosse difficoltà e la prevenzione è una chiave per poter dare prestazioni giuste al momento giusto».

Clemente Mastella, sindaco di Benevento

Intervistatore: Lei ha scelto di curarsi in Campania. Cosa significa per lei questa manifestazione?

Clemente Mastella: «Mi sono curato in Campania.

Questa è una splendida manifestazione che si ripete e si rinnova grazie alla capacità medica, ma anche organizzativa, del dottor Iannace.

È un motivo di speranza che fa considerare una comunità, perché a volte siamo rintanati in noi stessi, abbiamo questa ipertrofia dell’io e non guardiamo agli altri, ai bisogni degli altri, alle sofferenze degli altri.

Questo, invece, è un modo per testimoniare vicinanza a chi ha qualche problema, qualche difficoltà, qualche esigenza. Lo stare assieme mette in moto un meccanismo di solidarietà, ma non soltanto: permette anche di guardare all’orizzonte in maniera più serena e meno guardinga».

Intervistatore: Dottore, lei taglierà questo nastro con Rosetta D’Amelio. Cosa penserà in questo momento, marciando con tante donne che stanno combattendo e hanno combattuto?

Clemente Mastella: «Loro sono anche di stimolo per me, perché anch’io sto portando avanti una battaglia e questo mi dà molta vivacità, anche dopo momenti nei quali c’è stata una specie di smarrimento totale. Poi, man mano, mi riaccredito con me stesso e anche rispetto alle cose che faccio.

Dico a tutti che c’è bisogno di guardare con maggiore intensità emotiva, ma anche con maggiore intensità di sanità, all’avvenire. Si può fare.

Carlo lo dimostra con le sue tante pazienti che sono qua. Altrimenti saremmo tutte quante andate al di là. Il fatto che siano qui significa che si è guariti, quindi c’è questo modo con il quale si guarda alla scienza e, per quanto riguarda anche la fede, che è tanta».

continua su avellino zon Camminata Rosa, monumenti illuminati e Villaggio della Salute in città: Avellino unita per la prevenzione

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Avellinozon è un giornale della Provincia di Avellino online dal 2015
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