Giovedì 10 luglio alle ore 12:00, presso la Chiesa del Santissimo Rosario di Avellino, si è tenuta la cerimonia religiosa per la traslazione delle spoglie dell’On. Fiorentino Sullo.
All’evento hanno preso parte il Presidente della Camera dei Deputati, On. Lorenzo Fontana, il Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, che sono intervenuti con un breve indirizzo di saluto e altre figure politiche e istituzionali.

Dichiarazione del Presidente della Camera dei Deputati, On. Lorenzo Fontana, in occasione della cerimonia religiosa al Santissimo Rosario di Avellino per la traslazione delle spoglie dell’On. Fiorentino Sullo:
“Questa è un’occasione importante, un momento significativo che ha avuto rilievo anche all’interno del suo stesso partito. La figura dell’Onorevole Sullo ha suscitato, talvolta, confronti accesi e posizioni innovative, che in certi periodi storici sono state persino d’avanguardia. È stato un uomo che si è molto impegnato, che ha dato tanto alla Camera, al Governo, all’Italia intera — e in particolare a questi territori.
Ritengo fondamentale ricordare personalità come la sua, persone che hanno contribuito a ricostruire il nostro Paese dopo la Seconda Guerra Mondiale. Grazie a loro oggi possiamo vivere in un’Italia che, pur con tutti i problemi che restano da affrontare, considero straordinaria.
Non dobbiamo mai dimenticare l’eredità che ci hanno lasciato. La memoria del loro impegno e della loro visione resta un patrimonio prezioso, da custodire e da trasmettere”.
Il testo tra le mani del presidente della camera all’ingresso è una ristampa del primo dei 12 volumi dei discorsi di Fiorentino Sullo, che sono stati ristampati recentemente con la prefazione a cura del presidente della camera.

Fiorentino Sullo (Paternopoli, 29 marzo 1921 – Salerno, 3 luglio 2000) è stato un politico italiano.
Fu anche protagonista della vita sportiva di Avellino, diventando presidente dell’Unione Sportiva Avellino 1912 dal 1950 al 1952.
Il ruolo nella DC e gli incarichi di governo
Sullo fu uno delle personalità più importanti della Democrazia Cristiana non solo in Irpinia, ma anche sul piano nazionale, poiché contribuì all’affermazione del partito nell’immediato secondo dopoguerra. Considerato uno dei capi storici della sinistra democristiana, fu sottosegretario di Stato al Ministero della difesa nel governo Scelba (1954–1955), sottosegretario di Stato al Ministero dell’Industria e commercio nei governi Segni I e Zoli (1955–1958), sottosegretario di Stato al Ministero delle partecipazioni statali nei governi Fanfani II e Segni II (1958–1960). Nell’arco di questo lungo impegno parlamentare ottenne diversi ulteriori incarichi di Governo: Il 25 marzo 1960 fu nominato Ministro dei trasporti nel governo Tambroni, ma l’11 aprile decise di dimettersi insieme ad altri due ministri (i colleghi Giulio Pastore e Giorgio Bo), dal momento che il governo aveva ottenuto la fiducia solo grazie all’apporto determinante dei voti del Movimento Sociale Italiano.
Fu Ministro del lavoro e della previdenza sociale nel terzo governo Fanfani (1960–1962) e il Ministro dei lavori pubblici nel quarto governo Fanfani (1962–1963) e nel I Governo Leone (1963).
L’impegno che gli diede maggiore visibilità fu proprio la titolarità del dicastero dei Lavori pubblici. Nel marzo 1962 fu promotore di una proposta di riforma urbanistica molto avanzata. Anziché presentare la proposta di disegno di legge direttamente in consiglio dei ministri, il 7 settembre 1962 il presidente del consiglio Fanfani ritenne opportuno sottoporre il progetto al CNEL per la richiesta di un parere. Il parere, favorevole, fu reso il 14 febbraio 1963, a poche settimane dalla conclusione della legislatura. Ma a dare il colpo di grazia al tentativo di riforma, il 13 aprile del 1963, alla vigilia delle elezioni politiche previste il 28 aprile, uscì sul Popolo un articolo nel quale si affermava che nello schema di disegno di legge «non è in alcun modo impegnata la Democrazia Cristiana»[13].
La stessa ostilità si ripropose nel 1969, quando il suo partito non sostenne in modo sostanziale la sua azione da ministro della Pubblica Istruzione. In quel periodo s’inasprì il rapporto conflittuale con Ciriaco De Mita che, marito della sua segretaria, fu sospettato di avergli sottratto la base di consenso in Irpinia. Ancora una volta Sullo rassegnò le dimissioni. (fonte wikipedia …)
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