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Isochimica, Legambiente Avellino: “La fine della bonifica non chiude la storia”

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ISOCHIMICA, LEGAMBIENTE AVELLINO: “LA FINE DELLA BONIFICA NON CHIUDE LA STORIA. ORA QUEL LUOGO DIVENTI UNO SPAZIO DI MEMORIA VIVA, RIGENERATO CON GLI OPERAI, LE FAMIGLIE E IL QUARTIERE” – Avellino, 22 giugno 2026 – La conclusione della bonifica dell’ex Isochimica, annunciata dal Comune di Avellino, rappresenta un passaggio importante per la città e per il quartiere di Borgo Ferrovia. Dopo decenni di attese, denunce, dolore e battaglie civili, si chiude una fase fondamentale: quella della messa in sicurezza ambientale di uno dei luoghi simbolo delle ferite industriali, sociali e sanitarie della città. Ma per Legambiente Avellino la fine della bonifica non può e non deve coincidere con la fine della storia dell’Isochimica. Al contrario, è da qui che deve cominciare una nuova responsabilità pubblica: restituire dignità a quel luogo, alla memoria degli operai, alle loro famiglie e a un quartiere che per troppo tempo ha convissuto con una ferita aperta.“La vicenda Isochimica è una storia di lavoro negato, di salute calpestata, di indifferenza e di omertà. La bonifica era necessaria e attesa, ma ora serve un passo ulteriore: quel luogo deve essere rigenerato attraverso un vero processo di partecipazione, partendo dagli ex operai, dalle loro famiglie, dagli abitanti di Borgo Ferrovia e dalle realtà sociali della città”, dichiara Antonio Di Gisi, presidente di Legambiente Avellino.Per Legambiente, il futuro dell’ex Isochimica non può essere deciso dall’alto, né ridotto a una semplice operazione urbanistica. Serve un percorso pubblico, trasparente e condiviso, capace di tenere insieme memoria, giustizia ambientale, rigenerazione urbana e partecipazione democratica.“L’ex Isochimica deve diventare un luogo di memoria viva: non un monumento freddo, non uno spazio qualsiasi, ma un luogo capace di raccontare ciò che è accaduto, di dare voce a chi ha pagato sulla propria pelle quella tragedia e di costruire una nuova funzione pubblica per il quartiere e per la città.

La memoria non è un vincolo al futuro: è la condizione per progettare un futuro più giusto”, prosegue Antonio Di Gisi.L’associazione chiede quindi al Comune di Avellino di aprire subito un percorso di co-progettazione, con assemblee pubbliche, momenti di ascolto e un tavolo permanente che coinvolga gli ex lavoratori, i familiari delle vittime, il quartiere, le associazioni, le scuole, le competenze tecniche e la cittadinanza.Solo così l’ex Isochimica potrà smettere di essere il simbolo dell’abbandono e diventare uno spazio di riscatto collettivo. Un luogo in cui la città non cancella la propria storia, ma la guarda in faccia e sceglie di trasformarla in consapevolezza, partecipazione e giustizia.“Dopo anni di silenzi e responsabilità mancate, la partecipazione è l’unico modo per restituire dignità a questa storia. La città deve decidere insieme cosa diventerà l’ex Isochimica. Perché quel luogo appartiene prima di tutto a chi lo ha vissuto, a chi ne ha subito le conseguenze e a chi oggi chiede che Avellino non dimentichi”, conclude il Presidente di Legambiente Avellino.

continua su Avellino zon Avellino e Valle Caudina – Controlli straordinari dei Carabinieri

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