Moscati – È stata aperta oggi la nuova ala del Pronto soccorso dell’Azienda ospedaliera Moscati di Avellino. Un intervento che amplia gli spazi della struttura e completa, dopo mesi di lavori, la nuova configurazione del servizio di emergenza-urgenza, senza mai interromperne l’attività.
«Oggi è sicuramente un giorno importante perché si rinforza tutto il servizio di emergenza-urgenza e il Pronto soccorso», ha dichiarato il presidente della Regione Campania Roberto Fico, sottolineando l’ampliamento degli spazi, rinnovati e ristrutturati nei mesi di lavoro.
Fico ha ringraziato la direzione dell’azienda, il direttore sanitario e il direttore amministrativo, quanti hanno seguito i lavori e tutti gli operatori, medici e infermieri, impegnati quotidianamente nel servizio.
Il presidente si è soffermato anche sul tema dell’umanizzazione dei rapporti con i pazienti. «Una parola in più, una comunicazione in più, una visita in più, una migliore empatia favoriscono un rapporto importante con le persone che arrivano, che magari stanno vivendo un momento di preoccupazione», ha spiegato. Una maggiore informazione, secondo Fico, può contribuire a migliorare il funzionamento del servizio e il gradimento da parte dei pazienti.

Tra le novità citate anche i sistemi di comunicazione tramite SMS, che consentono di informare i pazienti sul percorso che stanno effettuando all’interno del Pronto soccorso.
Fico ha quindi richiamato il piano della Regione Campania per il rafforzamento della rete dell’emergenza-urgenza, della medicina territoriale, della telemedicina, delle Case di comunità e degli Ospedali di comunità. L’obiettivo indicato è quello di riportare l’ospedale alla sua funzione di cura dei malati acuti, mentre i pazienti cronici dovrebbero essere presi in carico dal territorio, evitando il ricorso ripetuto all’ospedale.
«Questo è il nostro obiettivo. Lo stiamo portando avanti con investimenti importanti e, se siamo uniti, riusciamo a creare una sanità pubblica ogni giorno migliore e più al passo con i tempi», ha concluso Fico.
Landolfi, l’obiettivo è riattivare il punto di primo intervento
Nel corso dell’incontro è stato affrontato anche il tema dell’ospedale Landolfi di Solofra e della possibilità di riattivare il punto di primo intervento o l’emergenza.
Fico ha confermato l’intenzione di procedere in questa direzione: «Adesso ne parleremo a breve. Comunque c’è assolutamente l’intenzione». Il presidente ha ricordato anche quanto dichiarato dal direttore, secondo cui, dopo la conclusione dei lavori, si sarebbe pensato al punto di Pronto soccorso a Solofra. «Quindi si sta lavorando», ha aggiunto.
La carenza di medici e il rafforzamento del personale
Tra le criticità resta quella della carenza di medici, una problematica che riguarda il sistema sanitario nazionale.
Fico ha spiegato che si sta lavorando, in generale, sull’aumento degli stipendi, sulla formazione e sull’incremento delle iscrizioni alle facoltà di medicina. Per quanto riguarda la Campania, la giunta è intervenuta sull’indennità destinata al personale del Pronto soccorso.
«Noi, come giunta, siamo riusciti ad aumentare, per ora, l’indennità per tutti coloro che lavorano nel Pronto soccorso, infermieri, ostetriche e personale all’interno delle ambulanze, chiaramente con riferimento alle attività integrate nel Pronto soccorso, sia per gli arretrati del 2025 sia per il 2026», ha dichiarato.
L’obiettivo, ha aggiunto, è continuare a rafforzare il sistema e rendere più attrattivo il lavoro nei Pronto soccorso, anche nelle aree interne.
Fico ha inserito il potenziamento della sanità nel quadro più ampio degli interventi sulle aree interne, citando i progetti Priùs al Comune di Avellino, il rafforzamento dell’Alto Calore come società pubblica e, appunto, la rete dell’emergenza-urgenza e sanitaria.
«Quindi quello che dicevamo in campagna elettorale rispetto alla vera attenzione, non propagandistica ma reale, sulle aree interne oggi lo vedete tutti. E la situazione è chiaramente in miglioramento», ha affermato.
Perito: «Il Pronto soccorso non ha mai smesso di funzionare»
Sul nuovo assetto del Pronto soccorso è intervenuto anche Germano Perito, direttore generale dell’Azienda ospedaliera Moscati di Avellino.
«Sicuramente, più che riorganizzare, noi in realtà il Pronto soccorso non abbiamo mai smesso di farlo funzionare», ha spiegato Perito. L’apertura riguarda l’ala principale, con la camera calda, la sala d’attesa parenti e il nuovo triage.
La riorganizzazione riguarda invece i percorsi sanitari, che vengono continuamente rimodulati in funzione delle esigenze e delle dinamiche del territorio.
«Questa è una sfida continua. Non c’è un’interruzione, non si è mai interrotto nulla», ha sottolineato il direttore generale, spiegando che i lavori sono durati il tempo necessario per garantire la sicurezza e consentire all’ospedale di disporre del nuovo Pronto soccorso nella sua misura completa.
La parte inaugurata oggi completa quindi gli spazi che erano rimasti da terminare.
Medicina territoriale e decongestionamento degli accessi
Secondo Perito, l’ampliamento degli spazi del Pronto soccorso deve essere accompagnato da una maggiore integrazione con la medicina territoriale.
«Quello che necessita è una medicina territoriale, un’assistenza territoriale con le nuove strutture previste dal DM 77, che diano spazio ai pazienti che non necessitano necessariamente dell’ospedale e non necessariamente dell’area di emergenza-urgenza», ha spiegato.
Le Case di comunità e gli Ospedali di comunità dovranno quindi offrire una risposta ai pazienti che necessitano di assistenza ma non necessariamente di un ricovero ospedaliero. È questo, secondo Perito, il passaggio attraverso il quale sarà possibile decongestionare il Pronto soccorso.
Il direttore generale ha ricordato anche l’andamento altalenante degli accessi, soprattutto nel periodo estivo. L’assenza del medico di medicina generale o del pediatra di libera scelta, insieme alla riduzione dei tetti di spesa, ha comportato, secondo Perito, un accesso spesso inappropriato al Pronto soccorso.
«Ovviamente il nostro numero di accessi è incrementato notevolmente, anche per effetto dell’arrivo di un’utenza che non proviene necessariamente dalla provincia, ma anche da fuori provincia», ha aggiunto.
Un dato indicato dallo stesso direttore generale riguarda gli esiti degli accessi: «Sappiamo benissimo che solo il 20 per cento degli accessi si risolve poi con il ricovero ospedaliero». Perito ha spiegato che questo dato evidenzia come non si tratti necessariamente di un’esigenza di posti letto per il ricovero, ma spesso di un’esigenza di assistenza che potrebbe essere garantita dal territorio.
Medici di Pronto soccorso, la criticità resta nazionale
Sul personale medico, Perito ha precisato di non essere d’accordo con l’idea che il personale non voglia venire al Moscati.
«Noi i reclutamenti li abbiamo fatti. Abbiamo incrementato notevolmente sia il comparto sia la dirigenza», ha dichiarato.
La criticità riguarda in particolare i medici di Pronto soccorso. L’azienda ha ribadito il concorso, ma secondo Perito si tratta di una problematica che interessa l’intero Paese.
«Il Pronto soccorso e i medici per il MEU, quindi per la medicina di emergenza-urgenza, sono una criticità che non riguarda la Campania, ma l’intero Paese», ha affermato.
L’azienda continua quindi a lavorare anche sul fronte dell’attrattività della struttura, con l’obiettivo di favorire una maggiore preferenza verso il Moscati, che, secondo Perito, è già una struttura gradita a molti medici specialisti e specializzati.
Codice argento: «Sta funzionando»
Infine, Perito ha fatto il punto sul codice argento, il percorso dedicato alla presa in carico dell’anziano.
«Il codice argento sta funzionando. Dobbiamo solo migliorare ulteriormente i percorsi», ha spiegato, ricordando che la presa in carico dell’anziano rappresenta uno degli obiettivi dell’azienda.
I tempi di realizzazione dei percorsi di attivazione e, soprattutto, la creazione della valutazione multidimensionale geriatrica necessaria per inquadrare correttamente l’anziano sono stati gestiti nel tempo. Il percorso, ha precisato Perito, è quindi ancora in evoluzione.
«Noi siamo un’azienda dinamica. La sanità è un ente dinamico. Pertanto continuiamo a rivedere i percorsi, perché non devono mai diventare momenti statici», ha concluso il direttore generale del Moscati.
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