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Prefettura di Avellino, consegnate 21 Medaglie d’Onore agli internati nei lager nazisti

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Prefettura di Avellino, consegnate 21 Medaglie d’Onore agli internati nei lager nazisti

Una mattinata dedicata alla memoria e alle storie di 21 cittadini irpini che, dopo l’8 settembre 1943, furono catturati dalle truppe tedesche, deportati e internati nei lager nazisti. Nel Salone degli Specchi della Prefettura di Avellino sono state consegnate questa mattina le 21 Medaglie d’Onore conferite dal presidente della Repubblica alla memoria degli internati militari e civili della provincia.

Il riconoscimento è previsto dalla legge 296 del 27 dicembre 2006 ed è destinato ai militari e ai civili italiani catturati dalle truppe tedesche e avviati al lavoro coatto nell’ambito dell’economia di guerra del Terzo Reich. La cerimonia si è inserita nelle iniziative dedicate alla memoria degli Internati Militari Italiani.

Ad aprire i lavori è stato il prefetto di Avellino, Franca Fico. La cerimonia è stata accompagnata anche dalla musica degli studenti del Conservatorio “Domenico Cimarosa” di Avellino, che hanno proposto brani legati ai drammi della guerra e della deportazione.

«Oggi consegniamo ai familiari 21 Medaglie d’Onore ai militari di questa provincia che furono fatti prigionieri dopo l’8 settembre del 1943 e internati nei campi militari», ha spiegato Fico, sottolineando come si tratti di «una pagina di storia poco conosciuta» che attraverso questa iniziativa si vuole «disvelare per tributare onore a queste persone e per rimarcare l’importanza della memoria, da tramandare ai nostri giovani».

Un ruolo importante è stato riconosciuto anche alle famiglie, che nel corso degli anni hanno conservato documenti e fotografie degli internati. «Grazie anche alla loro cura possiamo oggi conoscere la testimonianza di queste vicende che sono giunte fino a noi e che dobbiamo sempre ricordare», ha sottolineato il prefetto.

Fico ha inoltre ringraziato i sindaci presenti, definendo la loro partecipazione «un segnale di attenzione verso le comunità» e un elemento capace di rafforzare il legame con i familiari delle vittime.

La cerimonia è stata quindi pensata come un momento per riportare alla luce 21 vicende personali e familiari, «21 storie dell’Irpinia», come ha ricordato il prefetto, attraverso le quali mantenere vivo un insegnamento per le comunità.

Nel suo intervento, Fico ha anche affrontato il tema della memoria storica e della necessità di trasmetterla alle nuove generazioni. Un richiamo legato anche alla sua esperienza personale e familiare: «È molto importante rimarcare l’importanza di queste vite che sono state anche umiliate nei campi. Io ho un’esperienza familiare in questo senso e, se noi non diamo lustro a questa pagina, non facciamo una cosa positiva per i nostri giovani».

«I giovani devono venirne a conoscenza e devono capire l’importanza del sacrificio di queste vite per la libertà di cui oggi noi godiamo», ha aggiunto.

Particolarmente intenso il ricordo dedicato dal prefetto al nonno, militare della Marina italiana. Dopo l’8 settembre fu catturato nel porto del Pireo e internato in un campo di concentramento in Germania, dove venne impiegato in una fabbrica di utensili per la casa.

Al suo ritorno, profondamente provato e dimagrito, non fu riconosciuto neppure dalla madre, allora bambina, che alla vista di quell’uomo scappò via. Il nonno conservò anche alcuni degli utensili realizzati durante la prigionia, oggetti che il prefetto Fico conserva ancora oggi.

«Ciao, nonno». Con queste parole Franca Fico ha concluso il suo intervento.

Le 21 Medaglie d’Onore sono state assegnate alla memoria di Luigi De Ciucceis, Roberto Favato, Sebastiano Milo, Ciro Preziosi e Giuseppe Spiezia, di Aiello del Sabato; Alessandro Ardolino, Pietro Carbone, Ernesto Manzo e Luigi Spagnuolo, di Avellino; Antonio Mitrione, di Bisaccia; Vincenzo Lampariello, di Calitri; Giuseppe Petrozziello, di Contrada; Antonio Gentile, di Fontanarosa; Vincenzo Mazzariello, di Grottaminarda; Guido D’Amore e Gaetano Pastore, di Montoro; Vittorio Mazzocca, di Moschiano; Amedeo De Felicis, di Nusco; Mario Caso, di Quindici; Fabrizio Pietro Cavallo, di Salza Irpina; Cristoforo Trerotola, di Solofra.

Alla cerimonia hanno partecipato i familiari degli insigniti, i sindaci dei comuni interessati e le autorità civili e militari del territorio.

Nel ricordare i destinatari delle onorificenze, il prefetto ha evidenziato anche la varietà delle loro storie: «Un’Irpinia che ha dato un tributo molto grande alla guerra e poi alla convivenza civile. Un’Irpinia variegata: ci sono carabinieri, ci sono aviatori, ci sono persone che hanno militato nella fanteria, e molti di questi non sono mai tornati a casa».

continua su avellino zon Giornata della Memoria 2026 – Consegnate le Medaglie d’Onore ai cittadini irpini deportati

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