Contrasto a usura ed estorsione mafiosa: SOS Impresa Avellino ammessa come parte civile nel processo a Salerno – Si è aperto ieri, 26 giugno 2026, davanti al Giudice dell’Udienza Preliminare del Tribunale di Salerno, dott. Giovanni Rossi, il procedimento giudiziario che vede coinvolti 13 imputati accusati, a vario titolo, di un articolato intreccio di usura ed estorsione aggravata dal metodo mafioso ai danni di imprenditori operanti in provincia di Avellino. L’indagine, condotta dalla Direzione Investigativa Antimafia di Salerno e coordinata dalla DDA, ha svelato un sistema di pressioni criminali perpetrato da soggetti riconducibili ai clan D’Alessandro, Genovese e Nuovo Clan Partenio. In questa importante sede processuale, l’associazione antiracket SOS Impresa Avellino ha ottenuto l’ammissione alla costituzione di parte civile. L’associazione è legalmente rappresentata e difesa in questo percorso dall’Avv. Francesco Saverio Pugliese.Il ruolo di SOS Impresa sul territorioL’ammissione del sodalizio antiracket rappresenta un passaggio fondamentale nel percorso di affermazione della legalità nelle province di Avellino e Salerno. SOS Impresa svolge da anni un ruolo cruciale e attivo sul territorio campano, offrendo sostegno concreto, assistenza legale e accompagnamento alle vittime dei reati di usura ed estorsione. L’associazione si pone come un vero e proprio scudo per i commercianti e gli imprenditori che decidono di opporsi al racket, rompendo l’isolamento e la paura che spesso circondano le dinamiche intimidatorie di matrice camorristica. La dichiarazione del Presidente, Ing. Domenico Capossela: “La nostra ammissione come parte civile in questo importante procedimento non è solo un atto formale, ma la riaffermazione di una funzione sociale e civile imprescindibile. SOS Impresa rappresenta un presidio di legalità fondamentale nel contrasto ai reati di usura e di estorsione perpetrati dai sodalizi criminali, che tentano di soffocare l’economia sana del nostro territorio. Il nostro compito è quello di stare al fianco di chi lavora, offrendo un percorso di assistenza a chi denuncia o è vittima di tali odiosi reati. Continueremo a vigilare e a fare la nostra parte a fianco delle vittime ed in stretta collaborazione con le autorità costituite, contribuendo a restituire dignità e alle nostre comunità e alle imprese operanti nel nostro territorio”.

I prossimi passaggi giudiziariL’udienza del 26 giugno ha segnato l’avvio del primo segmento processuale per la maggior parte dei soggetti coinvolti. Tredici dei quindici imputati hanno formulato richiesta di accesso al rito abbreviato (semplice o condizionato), la cui valutazione spetterà al Gip nei prossimi passaggi di calendario. La prossima udienza è fissata il 24 settembre 2026.
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