Falda è un progetto editoriale audio e video che nasce per raccontare ciò che solitamente resta sotto la superficie: le persone, le aziende, gli eventi e i territori delle aree interne italiane.
Il progetto parte dall’Irpinia, come primo territorio simbolo, e si estende progressivamente ad altre zone dell’entroterra, costruendo una mappa viva fatta di storie autentiche, voci reali e identità locali.
La prima puntata andrà in onda il 18 maggio.
Non è un format costruito per “fare solo numeri”.
È un progetto pensato per creare valore culturale, relazioni vere e una narrazione contemporanea dei territori.

LA VISIONE
Crediamo che le storie migliori non stiano in superficie.
Sono quelle di chi costruisce ogni giorno qualcosa lontano dai riflettori. Di chi fa impresa, cultura, eventi, innovazione o tradizione in luoghi spesso esclusi dal racconto principale.
Falda nasce per dare voce a tutto questo.
L’obiettivo è diventare, nel tempo, un punto di riferimento editoriale per raccontare l’Italia interna con uno sguardo moderno, umano e credibile.
Un progetto capace di unire cultura, territorio e comunicazione di qualità.
IL NOME FALDA
Il nome del progetto nasce dal territorio da cui Falda prende forma: l’Irpinia.
Questa zona dell’Appennino è una delle più grandi riserve idriche del Sud Italia.
I massicci del Terminio, del Cervialto, del Partenio e dei Picentini sono montagne calcaree, porose, capaci di raccogliere l’acqua nel sottosuolo e rilasciarla lentamente nel tempo. Una struttura naturale invisibile, ma vitale.
Questa è una falda acquifera.
Un sistema silenzioso che non si vede, ma che alimenta fiumi, sorgenti, territori, comunità.
Ed è anche una potente metafora.
Le storie dell’entroterra funzionano allo stesso modo: scorrono sotto la superficie. Sono profonde, costanti, spesso invisibili. Vivono nei borghi, nelle imprese familiari, nelle tradizioni, nelle economie lente, nelle persone che restano.
In Irpinia il sottosuolo è parte dell’identità. La Valle d’Ansanto, luogo sacro già in epoca romana e citato da Dante, è uno dei simboli di una terra che respira dal basso. Anche il terremoto del 1980 nasce da una frattura profonda: un evento che ha mostrato quanto ciò che accade sotto possa cambiare per sempre ciò che sta sopra.
Falda richiama tutto questo.
Fragilità e resistenza. Frattura e ricostruzione. Memoria e possibilità di rinascita.
Come una falda che può svuotarsi lentamente, goccia dopo goccia, ma anche ricaricarsi e tornare a nutrire il territorio.
Falda è anche lentezza strutturale. Non corre, non urla, non si esibisce. Scorre.
Come i paesi dell’interno. Come le stagioni in montagna. Come il vino che matura.
Infine, Falda è una voce che viene dal basso.
Non si vede subito. Ma quando emerge, cambia il paesaggio.

IL PERCHÉ
Le aree interne ospitano eccellenze, iniziative e persone straordinarie, ma raramente hanno strumenti adeguati per raccontarsi in modo continuo, professionale e riconoscibile.
Spesso la comunicazione è frammentata, episodica, legata a singoli eventi o campagne.
Falda nasce per colmare questo vuoto.
Non attraverso la pubblicità tradizionale, ma attraverso lo storytelling editoriale.
Ogni episodio diventa un contenuto che resta nel tempo, costruisce fiducia, rafforza l’identità dei territori e valorizza chi ne fa parte.
COME FUNZIONA
Falda si sviluppa come podcast audio-video pubblicato su YouTube e le principali piattaforme di podcast e distribuito sui social tramite contenuti brevi.
Il formato è pensato per essere accessibile, curato e riconoscibile:
- episodi da 20 a 30 minuti
- estratti verticali per social
- pubblicazione multicanale
Ogni puntata è una conversazione autentica, non un’intervista rigida.












